Riordino della sanità «Non toccate reparti che funzionano»

MORTARA Non toccate i reparti che funzionano. Gli utenti si schierano contro una riorganizzazione degli ospedali lomellini per fornire servizi migliori ai pazienti, riconvertendo ospedali come quelli di Mortara e Mede. «E' chiaro che per situazioni particolarmente complesse si venga indirizzati verso ospedali più grandi – spiega Enzo Elefante – ma ritengo non sia giusto togliere servizi che funzionano: a Mortara, ad esempio, c'è un ottimo laboratorio prelievi che richiama ogni giorno molta gente ed un pronto soccorso che funziona. Questi ed altri reparti che funzionano adeguatamente devono rimanere disponibili per i cittadini». «Nonostante non abbia l'estensione dell'ospedale di Vigevano – evidenzia Maurizio Ruggiero – mi sono sempre trovato bene qui. L'unica pecca è rappresentata dal fatto che sia lontano dal centro e non ci siano molti collegamenti per chi magari arriva in treno o non ha a disposizione la macchina, con conseguenti difficoltà per alcune categorie di pazienti». Il dibattito sulla sanità in Lomellina era nato a metà agosto quando l'accorpamento di alcuni reparti dell'ospedale di Vigevano, dovuto al periodo estivo, aveva ingolfato la struttura ducale, costringendo molti pazienti a recarsi a Voghera, con conseguenti disagi. La questione aveva scatenato una serie di reazioni: era intervenuta anche la Cisl che aveva proposto una riorganizzazione della struttura sanitaria in Lomellina sottolineando che una diversa distribuzione dei reparti sul territorio avrebbe permesso una maggiore copertura e servizi migliori. Il sindacato aveva infatti sottolineato anche come tra Vigevano, Mortara e Mede siano disponibili tre chirurgie ed altrettante traumatologie, ma non ci sia alcun reparto di neurologia né di urologia. Nel dibattito era infine intervenuto anche il sindaco di Mortara, Marco Facchinotti che aveva spiegato come sia necessario avere reparti di eccellenza, preferendo così una Chirurgia eccellente a tre che funzionano bene. «Alcuni lo snobbano, ma l'ospedale di Mortara funziona bene – mette in evidenza Giovanna Binaschi Escobar – senza contare che è un punto di riferimento per i mortaresi che, in alcuni casi, si troverebbero in difficoltà a spostarsi verso altri ospedali, anche se non molto distanti. Ritengo che sia necessario salvaguardare i reparti che ci sono e che funzionano adeguatamente. A Mortara, solo per fare alcuni esempi, c'è un reparto di pneumologia molto valido, così come la terapia del dolore. Sono inseriti in una struttura che complessivamente è adeguata alle esigenze». Alberto Colli Franzone