Il predestinato ha un'idea in testa: trionfare già al primo tentativo
È l'uomo del momento e potrebbe diventare presto l'uomo dell'anno. Marc Marquez però è ancora un ragazzino. La sua età è la caratteristica principale che fa di lui un predestinato. Ha 20 anni, la faccia del bravo ragazzo e la grinta del veterano. Nella sua bacheca personale compaiono già due titoli mondiali e il terzo (quello più prestigioso) può diventare realtà tra pochi mesi, magari proprio nell'ultima fatica della stagione quando si correrà a Valencia, con il pubblico amico a sostenerlo. Ma il Mondiale si vince a fine estate e allora eccolo pronto a vestire i panni del professore di matematica per incrementare il suo vantaggio senza spendere energie (e rischi) inutili. Il secondo posto ottenuto a Silverstone è da leggersi proprio in questa ottica: da una parte un Lorenzo che non vuole arrendersi, dall'altra El Cabroncito (letteralmente "piccolo bastardo", ovvero colui che beffa tutti nel finale) che può permettersi un passaggio a vuoto in più rispetto agli avversari. In mezzo Dani Pedrosa, attualmente secondo in classifica ma ancora lontano dalla continuità necessaria per vincere il suo primo titolo tra i mostri sacri delle due ruote. Il margine di 30 punti sul primo dei rivali non è abissale, ma può essere gestito con intelligenza ed è questa la strada che intende percorrere Marquez. Una tattica perfetta impostata da un ragazzo all'esordio in MotoGp. I paragoni con i big del passato si sprecano. C'è chi rivede in lui il primo Kevin Schwantz, chi lo accosta ad Angel Nieto. È chiaro però che il parallelo più intrigante è quello che si crea tra lui e Valentino Rossi. Marquez è cresciuto con il poster del Dottore in camera, lo ha seguito come un idolo intoccabile per anni. Ora è lì, davanti (molto davanti) al pilota di Tavullia. Lo spagnolo in pista sembra una fotocopia vivente di Rossi. Aggressività dalla prima all'ultima curva, sempre al centro della bagarre, quasi mai ritirato (unico passaggio a vuoto al Mugello). Corre sempre, anche quando una spalla esce di posto come nel caso di Silverstone. Ci sono però anche tante differenze con il primo Valentino. Marc infatti è meno sbarazzino, composto nei giudizi e mai fuori dalle righe. Non ha rivali da mettere dietro a tutti i costi (per intenderci manca il Max Biaggi di turno), ha il solo e unico obiettivo di abbattere ogni record in sella a una moto che sta garantendo un trend di alto livello come non accadeva da diversi anni. La striscia di quattro successi consecutivi messa a segno dal 14 luglio (Germania) al 25 agosto (Repubblica Ceca) ha fatto il vuoto, lanciandolo al vertice della classifica. Pedrosa e Lorenzo però non hanno ancora buttato a terra la spugna e proprio a Misano dovranno mettersi alle spalle il numero 93. Più facile a dirsi che a farsi.(an.ga.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA