Senza Titolo

di CRISTIANO MARCACCI Tre gare dopo la pausa estiva (Indianapolis, Brno e Silverstone) e sei prima del termine, il Mondiale di moto si avvia verso la sua conclusione. Alla vigilia di Misano, i giochi sono ancora matematicamente aperti, ma iniziano a definirsi i contorni del pilota che diventerà campione. Le linee non sono ancora tracciate con esattezza, il profilo è incerto, ma l'identikit del nuovo re della classe regina del motociclismo mondiale è sicuramente da ricercare in tre piloti su 24. Sono rimasti in corsa i due piloti ufficiali della Honda, Marc Marquez e Dani Pedrosa, insieme con Jorge Lorenzo, che con la sua Yamaha ha già vinto il titolo due volte, l'ultima lo scorso anno. Marquez è certamente la rivelazione dell'anno, come le previsioni d'inizio stagione avevano peraltro indicato. Il suo talento è ormai certificato, è scritto in cielo, oltre che dai risultati (cinque vittorie e undici podi) anche dal suo approccio alle gare. A Silverstone l'errore fatto nel warm-up poteva costargli veramente caro, e invece non è bastato il dolore di una lussazione fresca per fermarlo dal punto di vista psicologico. E questo è senza dubbio un presupposto essenziale per chi vuol salire più in alto di tutti e vedere gli altri dall'alto in basso. Marquez è rimasto lucido tranne che per uno spavento iniziale, ma già dopo meno di un'ora dalla caduta a chi gli chiedeva se avesse corso o meno, rispondeva: «Certo che sì!». Se le spalle doloranti hanno fermato sia Lorenzo sia Pedrosa, Marquez ha fatto vedere ai suoi avversari che sarà più difficile liberarsi di lui. L'ultima gara di Silverstone ha evidenziato le differenze di carattere dei tre pretendenti alla corona. Lorenzo con la sua vittoria ottenuta dopo la bella battaglia finale, ha espresso la sua caparbietà. Marquez ha sottolineato la sua innata bravura, unita a una sopraffina intelligenza nella tattica di gara, mentre Pedrosa sta facendo per il momento l'attendista. Secondo nel mondiale, il compagno di squadra di Marquez ha preferito nelle ultime tre gare far sfogare i due litiganti davanti a lui, per approfittare al momento buono di eventuali cali. La tattica ha funzionato a Indianapolis e a Brno, quando c'era da passare Lorenzo, ma non è andata in porto a Silverstone, dove Marquez aveva iniziato un duello personale con il campione del mondo in carica a tre giri dalla bandiera a scacchi. La classifica, e la pista, a questo punto parlano chiaro. Dai primi tre verrà fuori il nuovo numero uno della MotoGp, a meno di colpi di scena. Cosa nella quale Valentino Rossi, che è quarto, spera ardentemente. Il Dottore punta al podio, ma sicuramente un pensierino a qualcosa di più lo farà sicuramente, sperando nell'aria di casa. A pochi metri da lui, lungo le curve in riva all'Adriatico, ci sarà infatti il "popolo giallo", come ama definirsi il corposo fans club di Valentino, che occuperà la tribuna della Brutapela, garantendo coreografie e intrattenimenti di ogni tipo. Insomma, il bis di Assen è un po' nei sogni di tutti. Per gli altri italiani – Andrea Dovizio e Andrea Iannone in primis – purtroppo solo parti da comprimari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA