Eni riasfalta il ponte della Gerola

SANNAZZARO Mezzo secolo di Eni in Lomellina: mostre, momenti teatrali, visite guidate alla raffineria ma non solo. Tra le iniziative in calendario nei giorni di sagra (da domani a martedì), la più attesa di tutte: Eni potrebbe ufficializzare un suo finanziamento per garantire il rifacimento integrale del manto stradale del ponte sul Po della Geròla, da anni in avanzato stato di degrado. Verrebbero rifatti i manti sulle sette arcate dello storico viadotto. L'ottava arcata, quella che volge verso la sponda lomellina, è stata da due anni un banco di prova di un'innovativa tipologia di asfalti. Spesa valutabile attorno ai 600mila euro, forse anche più. La convenzione tra Gruppo Eni e Provincia di Pavia è pronta; il tempo per essere siglata e poi si comincerà a parlare di progetti, appalto ed opere. Potrebbe essere che a primavera il nuovo piano di scorrimento del ponte sia finito. Domani Eni potrebbe annunciare anche la presa in gestione delle tre rotatorie poste sulla tangenziale di Sannazzaro, oggi lasciate in stato di incuria. Insomma, due importanti interventi in accordo con la Provincia che potrebbero essere ufficializzati proprio in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di Eni in Lomellina. Sarebbe l'occasione per tirare le somme di un duplice accordo che è da qualche tempo sul tavolo di discussione tra l'ente petrolifero di Stato e la Provincia. Per quanto concerne il ponte sul Po, dopo la rimozione di alcune criticità strutturali, garantita dalla Provincia attraverso fondi regionali, si passerà agli appalti. I due partner faranno sì che siano totalmente rimossi i cubetti in porfido dalla sede stradale devastata da buche e smottamenti; sulla base della riuscita sperimentazione effettuata sulla prima delle otto arcate su cui vennero posati tre strati di asfalti speciali (gli stessi usati per il ponte di Brooklyn), avverrà l'estensione dei tre livelli di bitume sull'asse in lamiera di transito. Quindi l'adozione della manutenzione nel tempo delle tre rotatorie stradali. Gli interventi sul ponte e sulle rotatorie stradali rappresentano un modo per cementare ancor più il rapporto tra Eni e le comunità locali e le pubbliche amministrazioni del territorio che ospita la raffineria. Paolo Calvi