Infermieri, è emergenza «Medicina al collasso»

Per ora non sono in programmi concorsi finalizzati alla nomina dei tre nuovi primari nei tre posti vacanti dell'ospedale di Voghera: Chirurgia, Neurologia e Cardiologia. La conduzione di questi reparti resta, quindi, affidata dai facenti funzione (Borutti per Neuro, Farina per Chirurgia e Chiofalo per Cardio). Cambio della guardia imminente, intanto, al Pronto soccorso: dal 1° ottobre Francesco Falaschi sarà al San Matteo, sostituito - sembra - da Lucia Pacchiarini. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Con settembre, l'emergenza infermieri si ripropone in tutta la sua gravità e le dodici assunzioni in deroga annunciate ieri dall'Azienda ospedaliera sono considerate dalle organizzazioni sindacali assolutamente insufficienti a colmare le lacune di personale che riguardano ormai ogni presidio e ogni reparto. Al civile di Voghera una situazione particolarmente pesante, con il caso limite di Medicina generale, dove - denunciano Cgil, Cisl e Uil - mancano dieci infermieri professionali su trenta in organico (cinque per malattia, altri cinque perchè dopo aver vinto il concorso hanno scelto un'altra sede e non sono stati sostituiti) e difficoltà sparse, da Cardiologia (sotto organico anche per i medici) a Neurologia. Tra sindacati e vertici della sanità provinciale subito un duro confronto, dunque, dopo la tregua estiva. Per Cgil, Cisl e Uil la delegazione trattante di cui facevano parte, tra gli altri, il segretario provinciale Cisl sanità, Domenico Mogavino, il dirigente Sandro Vaccari e il coordinatore della rsu, Sandro Gattone; dall'altro lato la responsabile dell'ufficio infermieristico, Giuseppina Pontello. Gli effetti perversi della carenza di personale specializzato non si fanno sentire solo su Medicina. Sempre a Voghera, sembra allontanarsi ancora il sospirato avvio della stroke unit, il centro anti-ictus di Neurologia: la Regione Lombardia, alla richiesta di assunzioni in deroga per attivare il servizio (servono almeno due medici e cinque infermieri) avrebbe risposto di arrangiarsi con le risorse interne, ma visto che queste scarseggiano, la soluzione del rebus resta un miraggio. Non è finita: slitta anche l'apertura all'ospedale di Varzi del reparto sub-acuti, allestito dopo lo stop definitivo a Ortopedia per non lasciare del tutto sguarnita l'alta valle per queste tipo di patologie. Il sindacato, però, non ci sta. «Le 12 assunzioni non avranno alcuna incidenza su una prospettiva di rilancio delle attività ospedaliere sia per il numero assolutamente risicato, sia perchè in ogni caso rimpiazzeranno semplicemente chi passerà a tempo indeterminato – attaccano Vaccari, Mogavino e Gattone – Lo stesso aumento di 34 unità infermieristico ipotizzato dalla Regione non ha avuto seguito. La preoccupazione, quindi, è che senza un'azione coraggiosa di rilancio, l'ospedale di Voghera e gli altri ospedali provinciali non solo non potranno migliorare, ma vedranno messe a rischio le stesse attività oggi garantite». Da qui la richiesta forte di un tavolo tecnico di confronto che serva «non solo ad evidenziare le carenze, ma a portare con l'amministrazione un contributo significativo di idee e di strategie di rilancio. La tutela della salute e l'importanza del servizio pubblico - concludono – interessa tutti e non si può stare a guardare». Il 26 nuovo round. ©RIPRODUZIONE RISERVATA