Merck, possibili compratori in visita allo stabilimento
«Merck Sharp and Dohme» è a Pavia dal 1961. Per Pavia, lo stabilimento farmaceutico è sempre stato un vanto e una risorsa. Attualmente occupa 270 persone. Il prodotto principale sono le compresse. Ne vengono prodotte circa 2,5 miliardi all'anno (il 70 per cento destinato all'esportazione) e 66 milioni di confezioni. Sino all'agosto 2011, lo stabilimento di Pavia aveva il monopolio mondiale nella produzione di Januvia, un farmaco antidiabetico. Poi la produzione è stata trasferita allo stabilimento britannico di Cramlington. di Linda Lucini wPAVIA I primi dei venti potenziali acquirenti sono entrati ieri nello stabilimento di via Emilia della Merck Sharp & Dohme. Gli altri arriveranno in visita nei prossimi 15 giorni come ha comunicato l'azienda allo staff dello stabilimento pavese. Le venti società interessate a rilevare la Merck hanno già firmato un accordo di confidenzialità con l'azienda e sono la speranza per salvare i 270 posti di lavoro, visto che l'azienda ha detto no alle richieste di far slittare la chiusura prevista per fine 2014. E ieri mentre i possibili compratori incontravano i vertici aziendali senza fare però alcun giro nei reparti produttivi, i lavoratori tenevano due partecipate assemblee: una alla mattina e una per i turni centrali. «Abbiamo comunicato ai lavoratori dello stabilimento – dice Pietro Cavallaro (Cgil) – i risultati dell'incontro avuto con la dirigenza della Merck Sharp & Dohme al ministero dello Sviluppo, spiegando loro la prospettiva di riportare la vertenza a livello locale in vista dei venti probabili acquirenti che, a detta della Merck, sarebbero interessati a rilevare l'attività produttiva. L'azienda però fino ad ora non ci ha comunicato chi sono e per questo l'assemblea ci ha dato mandato di chiedere quali intenzioni reali avrebbero questi possibili compratori e soprattutto di conoscere al più presto i loro nomi». Renato Losio (Cgil) precisa: «Dai lavoratori abbiamo avuto il via libera per andare a trattare a un tavolo locale perchè si vuole tenere aperta la discussione sul possibile acquirente che Merck dice di avere tra le mani. La proposta ora si deve concretizzare per poi aprire una discussione sul futuro dei 270 lavoratori. Dobbiamo fare questo passaggio delicato ed evitare che l'azienda possa fare mosse che portino a una progressiva riduzione del personale in vista dell'abbandono della produzione a fine 2014». «Sono state due assemblee molto partecipate – dice Gianni Ardemagni (Cisl)– Abbiamo condiviso coni lavoratori la necessità di un confronto con l'azienda per arrivare a una soluzione industriale alternativa, sempre del settore, che possa garantire una prospettiva per l'occupazione e per l'economia della città». Il prossimo passo sarà la convocazione di un incontro tra le parti che potrebbe tenersi in Confindustria o nelle sedi delle istituzioni che in tutto questo periodo hanno sostenuto i lavoratori a rischio di licenziamento. «Ci vorranno i tempi tecnici per preparare l'incontro – dice la Cigli – ma se nei prossimi giorni non sarà convocato, lo solleciteremo». Intanto in azienda la preoccupazione per il posto di lavoro con il passare del tempo è sempre più forte. Molti hanno fatto colloqui preso contatti per cercare un nuovo lavoro, ma per il momento nessuno dei dipendenti ha lasciato l'azienda per un altro posto di lavoro. «I lavoratori sono ancora compatti e sono tutt'altro che demotivati, pur consapevoli della difficoltà di questa vertenza», dice ancora Losio.