Il Pavia non ci sta «Assurda la multa per i cori dei tifosi»
In preparazione della trasferta di Bolzano contro l'Alto Adige, oggi il Pavia sosterrà un'amichevole al Fortunati contro la Pro Vigevano, formazione che milita in Eccellenza. La sgambata, con inizio alle 15, servirà anche ad abituare la squadra al nuovo orario del campionato: dopo le prime due giornate in notturna si torna alla fascia pomeridiana. Per domenica il Pavia, come è noto, ha perso Lorenzo Carotti, fermato da una lesione muscolare all'adduttore lungo della gamba destra. Carotti sarà out per 15-20 giorni e rientrerà probabilmente per la gara interna del 6 ottobre contro l'Unione Venezia. Per Bolzano resta in dubbio anche David Speziale (foto), alle prese con una distorsione alla caviglia. L'attaccante anche ieri ha lavorato a parte. Intanto, i biglietti per Alto Adige-Pavia possono essere acquistati, solo da possessori della tessera del tifoso, nei punti Lottomatica (via Scala 10/a e corso Garibaldi 72/c a Pavia) o direttamente al botteghino dello stadio per le tribune Zanvettor (14 euro) o Canazza (10 euro). di Luca Simeone wPAVIA Hai voglia a far notare che da anni qui non si segnalano incidenti, e che anche i momenti peggiori della squadra sono stati vissuti più con apatico distacco che con rabbia. Invece a guardare l'esterno dello stadio in versione Fort Knox (con un sistema di recinzioni mai viste altrove) e le multe salatissime per il comportamento dei tifosi sugli spalti, Pavia sembra diventata una delle piazze più pericolose dell'universo calcistico, piena di facinorosi pronti a fare casino. Ultimo caso è l'ammenda di ben 1.500 euro affibbiata martedì dal giudice sportivo alla società azzurra «perché propri sostenitori, più volte durante la gara, intonavano cori offensivi verso l'opposta tifoseria». Ma chi c'era sa bene che i cori ascoltati al Fortunati rientravano nella normali scaramucce verbali tra tifoserie che si sentono negli stadi italiani, senza che questo faccia scattare sanzioni disciplinari. Tra l'altro i supporter del Savona non sono stati da meno, ma stranamente per il club ligure non è arrivata alcuna sanzione. E quest'ultima multa segue alcune, altrettanto discutibili, appioppate l'anno scorso al Pavia. Sta di fatto che questa volta la società ha deciso di scrivere una lettera di rimostranze alla Lega Pro. «Manifestiamo il nostro dissenso per provvedimenti di questo tipo che ci sembrano paradossali e inaccettabili – spiega l'amministratore delegato del Pavia, Alessandro Zanchi – quello che si è ascoltato domenica rientra nei normali sfottò fra tifosi che si sentono dappertutto, e senza i quali negli stadi non ci sarebbe nemmeno quel po' di folclore che li caratterizza. Mi chiedo poi cosa dovrebbe fare una società: tappare la bocca ai tifosi? Oltretutto la nostra stessa sanzione è stata decisa per comportamenti più gravi e pericolosi come il lancio di bottigliette in campo o l'esplosione di petardi». Oltre a questo c'è da considerare l'impatto economico di sanzioni come queste per società di Lega Pro che naturalmente possono contare su introiti infinitamente meno cospicui dei club delle categorie superiori. «Tra la parte che va agli ospiti, quella per i diritti di prevendita, la multa, il costo degli steward e quello per realizzare il filmato della partita, dell'incasso di domenica non c'è rimasto in cassa più nulla. Anzi probabilmente ci abbiamo rimesso», dice Zanchi. Prima della sanzione di domenica ne era arrivata un'altra, in Coppa Italia, in occasione della gara contro il Castiglione: 500 euro per aver ritardato l'inizio della gara a causa di un cambio di maglia. E anche questa è una vicenda che vale la pena di essere raccontata. «Il cambio della nostra divisa è stato deciso dall'arbitro quando ormai le squadre erano sul punto di entrare in campo, e dopo che lo stesso direttore di gara aveva autorizzato l'utilizzo della nostra prima maglia – racconta – l'arbitro ha tentato di giustificarsi sostenendo che gli avevamo fatto vedere un'altra maglia: cosa impossibile perché come tutti sanno la prima è azzurra con inserti bianchi e rossi e l'altra è nera». ©RIPRODUZIONE RISERVATA