Settimana corta, l'Itis tenta al Foscolo «no» dei genitori

di Marianna Bruschi wPAVIA Il Cardano ci ha provato, almeno per il liceo tecnologico, ma non è ancora riuscito a far coincidere gli orari. Mentre Galilei di Voghera, Cairoli di Vigevano sono già sicuri di partire con la settimana corta. Ci sta ragionando l'Omodeo di Mortara e ha rinunciato il Pollini. L'anno scolastico 2013/2014 che si avvia oggi parte con un piccolo passo verso la settimana organizzata su 5 giorni. Ma di fatto ad oggi sono solo quattro su venti istituti superiori della provincia le scuole che hanno accettato la proposta della Provincia. Addio al risparmio di mezzo milione di euro. L'ultimo ad aver detto no è il Foscolo, contrari docenti e genitori incontrati martedì dalla preside Alba Tagliani. «Rispetto al muro di sei mesi fa oggi abbiamo un numero - anche se limitato - di scuole che hanno accettato la settimana corta – spiega l'assessore provinciale Milena D'Imperio – Abbiamo avuto un incontro con il direttore dell'ufficio scolastico regionale De Sanctis e l'anno prossimo non ci saranno spazi di negoziazione». Il problema resta quello dei trasporti non compatibili al momento con i rientri pomeridiani che sarebbero necessari eliminando il sabato. E le scuole si aspettavano in questi mesi una proposta della Provincia da cui partire. «Gli orari possono essere rimodaluti, è fattibile – dice l'assessore – è più difficile aggiungere nuove corse, per questo servono risorse. Io mi aspetto dati oggettivi su cui riconsiderare l'orario dei trasporti di competenza nostra». Dati attesi dalle scuole. Mentre le scuole attendono dati dalla Provincia. Martedì sera la preside Alba Tagliani che già applica la settimana al Cossa ha incontrato i genitori del liceo Foscolo. «Ho chiesto loro di pensarci, di non bocciare la proposta», spiega la preside. Ma i genitori non condividono l'idea della settimana corta con due o tre giorni alla settimana con l'orario prolungato e due intervalli più lunghi da usare come pausa panino. I genitori, che sono organizzati in un comunicato, hanno espresso le loro perplessità: «E' un cambiamento solo in apparenza organizzativo – spiega Angela Di Matteo, genitore del comitato – ma che distrugge la normale didattica dei licei, è una modifica della pedagogia e della scuola superiore come la conosciamo che viene introdotta in modo strisciante ma volta a diminuire quantità e qualità dell'insegnamento». Il Cardano ci ha provato. «Almeno per il liceo tecnologico – spiega il preside Alberto Henin – ma ancora non ci siamo riusciti, il problema è che i docenti del liceo tecnologico sono gli stessi dell'Itis. Abbiamo chiesto alla Provincia di pensare a delle strutture che consentano agli studenti di vivere a scuola anche tra mattino e pomeriggio».