Morsi di vipera, paura per due bambini

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Due forellini, distanti tra loro meno di un millimetro. Un morso di serpente, il primo sulla caviglia di un bambino di sei anni, il secondo sull'avambraccio di una bimba di due. In entrambi i casi i bambini sono stati ricoverati in clinica Pediatrica al San Matteo. Stando alla consulenza, chiesta dai pediatri al centro tossicologico della fondazione Maugeri, si tratterebbe di un morso di vipera. Casi infrequenti, ma possibili. «In 30 anni di professione mi è capitato di vedere un piccolo paziente morsicato da una vipera nell'81, all'ospedale di Brescia – spiega il professor Gianluigi Marseglia, primario della Pediatria del San Matteo – . Per questo ci hanno molto colpiti, qui in clinica, due casi a distanza di poche settimane». Secondo i consulenti, che hanno analizzato anche le foto della ferita, si tratterebbe proprio di vipera comune ma la diagnosi certa in questi casi si potrebbe avere solo recuperando il rettile. Il primo bambino, 6 anni, di Filighera si è presentato al pronto soccorso pediatrico del San Matteo la sera del 27 agosto. Quel pomeriggio si trovava al parco giochi di Vigalfo. Una fitta alla caviglia, mentre camminava nell'erba alta. E mentre si chinava per toccare la gamba dolente racconta di aver notato un serpente che strisciando si allontanava. Ha gridato, la mamma è accorsa. E non c'è stato il tempo per recuperare il rettile. Il piccolo era molto spaventato. «Aveva un segno molto evidente, due fori lasciati dai denti – spiega Marseglia –. Abbiamo chiesto il parere degli esperti del centro antiveleni della Maugeri». La foto della zona interessata dal morso è stata spedita con la posta elettronica. «Su loro indicazione abbiamo ricoverato il piccolo, tenendolo in osservazione per alcuni giorni – dice il pediatra – . Il veleno di vipera infatti può causare alterazioni alla coagulazione, esponendo il paziente al rischio di emorragia. Abbiamo monitorato il suo quadro ematico con prelievi e misurando periodicamente, come richiesto dai tossicologi, la circonferenza dell'arto colpito». Nessuna terapia, il quadro clinico era infatti entro il limite minimo di gravità. La somministrazione del siero è prevista solo nei casi più gravi. Il secondo caso si è verificato il 6 settembre: una bambina di due anni sarebbe stata morsicata nel giardino di casa, a Garlasco. Due puntini rossi su un avambraccio, distanti tra loro 0,5 millimetri. La piccola, molto spaventata, è stata ricoverata in Pediatria e dimessa due giorni più tardi perché non presentava una sintomatologia preoccupante. Ma è stata tenuta sotto sorveglianza, come il bambino di 6 anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA