Merck, proposte da 20 società ma sulla chiusura non si tratta

di Marianna Bruschi e Gabriele Conta wPAVIA Caso Merck, venti società si sono fatte avanti. E ora l'azienda farmaceutica pronta a chiudere la sede di Pavia entro il dicembre 2014 apre una fase di approfondimento delle offerte. «Queste venti società hanno firmato un accordo di confidenzialità – spiega Goffredo Freddi executive director della Merck Sharp & Dohme – è un passo preliminare importante: a seguito di una manifestazione di interesse ricevono un rapporto dettagliato sullo stabilimento». L'azienda ha illustrato lo stato delle cose in un incontro che si è tenuto ieri a Roma. Un incontro in cui le istituzioni presenti hanno incassato un «no» a un possibile slittamento della chiusura e in cui hanno ribadito la necessità di un piano industriale che dia una prospettiva ai 270 lavoratori pavesi. «Su circa 400 inviti hanno risposto venti aziende – spiega il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo – in queste trattative è bene che ci sia un soggetto terzo che ci dica cosa succede. Va bene pensare agli aspetti economici, ma devono essere date garanzie a tutta la comunità». «Un incontro interlocutorio – sottolinea il presidente della Provincia Daniele Bosone – E' stato ribadito che permane una prospettiva industriale, sia che l'azienda di via Emilia continui a chiamarsi Merck sia che il nome sia un altro. Ma noi vogliamo che Merck ripensi alle condizioni della sua presenza in Italia. E non vogliamo sentir parlare di esuberi». «E' stato un incontro di luci e ombre – spiega Gianni Ardemagni, sindacalista della Cisl – Merck ha confermato la chiusura il 31 dicembre 2014, nel contempo è però disponibile a un confronto locale per approfondire gli aspetti legati alla vendita che per noi devono mettere al centro una nuova prospettiva industriale e salvaguardare il lavoro. Nei prossimi giorni valuteremo con i lavoratori questo percorso». «Inizieremo una fase per capire quanti potenziali acquirenti abbiano la caratteristica di garantire continuità industriale e attenzione alla questione occupazione – spiega Freddi executive director di Merck – Sono i due criteri a cui ci ispiriamo». All'incontro di ieri c'erano anche i parlamentari Pd Chiara Scuvera e Alan Ferrari. «Sono d'accordo con Cattaneo e Bosone che chiedono di riaggiornare il tavolo alla presenza del ministro – spiega Ferrari – per chiedere un ultimo sforzo politico. Di spazi nuovi in Italia per la farmaceutica ce ne sono e Pavia, anche con l'università, può dimostrare di essere attrattiva». Ferma però la data del 31 dicembre 2014. «La decisione presa dalla casa madre è di cessare l'attività entro questa data che non possiamo che confermare – dice Freddi – Noi non vogliamo speculare sulla vendita del sito, ma vogliamo che venga dato un solido piano industriale e occupazionale».