«Viaggio e albergo per venire Dovremo tornare, chi paga?»
PAVIA La notizia improvvisa dell'annullamento del test di ammissione alle professioni sanitarie ha causato un'ondata di rabbia e indignazione tra i quasi 1500 partecipanti. Stupore e preoccupazione nelle parole dei ragazzi. «La notizia di oggi mi ha lasciato, più che arrabbiato, incredulo. Incredibile un errore di questo genere. Il mio pensiero va soprattutto a coloro che sono venuti da città lontane e a chi ha dovuto chiedere un permesso al datore di lavoro per poter sostenere un test che verrà di fatto cestinato. L'università non avendo l'obbligo di appoggiarsi a società esterne per la stesura del test ha quanto meno il dovere morale di assicurarsi che sia stato stilato in modo adeguato», commenta a caldo Edoardo Pasquini, 20 anni, ex studente del liceo Taramelli, pensando anche ai tanti venuti da lontano per sostenere la prova. E già si parla di spese da rimborsare. «Affrontare nuove spese di viaggio e pernottamento, oltre a stress e ansia, per riaffrontare il test? Dobbiamo chiedere un rimborso di massa, obbligatoriamente. Tutto ciò non è ammissibile», scrive su Facebook Sara Rondi, da Matera. «Io avevo letto il bando, loro no? Qua è in ballo il futuro di migliaia di ragazzi. Ero indecisa tra proseguire con la specialistica del mio corso di laurea e tentare fisioterapia, ora non so quando ci sarà il nuovo test, quando i risultati, cosa fare – protesta Roberta Signorini, 22 anni, laureata in Scienze motorie – Il primo ottobre dovrebbero iniziare le lezioni, senza matricole? Molti saranno costretti a soluzioni di ripiego, per poi, forse, cambiare percorso di studi durante l'anno». Nessuno si aspettava questo errore, come commenta Lorenc Collaku, 20 anni, ex- Copernico: «E' una notizia abbastanza imbarazzante per un'università importante come quella di Pavia. Sicuramente un brutto colpo per i tanti che speravano di avercela ormai fatta e un sollievo per coloro che avevano seri dubbi sul proprio risultato e che adesso cercheranno di sfruttare questa seconda chance. Resta comunque il fatto che questa storia sia stata una dimostrazione di scarsa organizzazione e serietà». «E io che sono andata apposta da Pavia a Palermo? – scrive su Facebook Valeria Sofia – Dovrei risalire per un loro errore e spendere altri soldi»? «E ora chi ci risarcisce le spese»? chiede Roberto Minuti su Facebook. Proprio su questo aspetto stanno lavorando gli studenti del Coordinamento. Riccardo Catenacci