Prandelli può sorridere: «L'obiettivo è a un passo ma per ora niente festa»

di Alessandro Bernini Ci sono fischi che profumano di gioia. Quello triplice dello spagnolo Velasco Carballo è stato accolto a braccia alzate da Cesare Prandelli. Una liberazione. E ora il biglietto di sola andata per il Brasile è nelle nostre mani, anche se il ct frena: «Siamo a un passo dall'obiettivo, ma non è il caso ancora di festeggiare». Le immagini della sofferta vittoria sono ancora fresche nella mente del ct. «È filato tutto abbastanza liscio finché siamo stati bene fisicamente. Poi è arrivata la stanchezza e un paio di infortuni che ci hanno costretti a soffrire. Gilardino? Non lo scopro io, comunque i miei elogi vanno a tutti, hanno dato più di quanto potevano». Serata da miracoli per Gigi Buffon. «Gigi ci ha salvato, è stato davvero straordinario. Insigne? Ha grandi margini di miglioramento, anche lui deve stare bene fisicamente per poter dare il meglio. Lo ripeto, in questa partita abbiamo sofferto soprattutto perché nel secondo tempo ci è venuta a mancare la condizione fisica. Ma tanto di cappello ai ragazzi che davvero hanno dato l'anima». E ora martedì c'è la sfida contro la Repubblica Ceca a Torino. «Ci sarà da soffrire, perché loro si giocano una delle ultime occasioni. Spero che i ragazzi ritrovino la freschezza atletica, ne abbiamo bisogno» Abete e Prandelli. Inevitabile la domanda al numero uno della Figc sul futuro di Prandelli. «Aspetto come Prandelli la qualificazione – ha detto Giancarlo Abete – a cui tutti teniamo, che è la priorità. Poi il ct ha già detto che avrebbe programmato il futuro. Prandelli è il nostro ct e non abbiamo cercato alternative. Speriamo di proseguire con lui ma per ora la nostra proprietà è la qualificazione». In Italia Euro 2020? La possibile candidatura di una città italiana per gli Europei del 2020 è legata alla votazione di oggi a Buenos Aires per l'assegnazione dell'Olimpiade che si terrà nello stesso anno e in particolare dalla "sorte" di Istanbul. Lo ha spiegato Giancarlo Abete, ricordando che il 12 settembre è l'ultima data utile per farsi avanti davanti alla Uefa che fra un anno sceglierà le 13 sedi che ospiteranno il primo Europeo itinerante della storia. Una soluzione che «non è piaciuta alla Turchia che puntava a essere la candidatura vincente del 2020. Dovremo perciò aspettare di sapere chi otterrà l'assegnazione dei Giochi. Se andassero a Istanbul, allora la Turchia non si candiderebbe per gli Europei, in caso contrario avrebbero due soluzioni: farsi avanti, sfruttando il gentleman agreement per il pacchetto che prevede semifinali e finale, oppure non candidarsi e puntare direttamente a organizzare l'edizione del 2024». ©RIPRODUZIONE RISERVATA