Cablelettra, atto finale con 101 licenziati
ROBBIO Oggi a Roma cala il sipario sulla Cablelettra. Verrà firmato l'accordo per la messa in mobilità di tutti i 101 dipendenti rimasti in forza all'azienda di Robbio. E'il prologo del licenziamento, dopo due anni di cassa integrazione straordinaria ottenuta con gli accordi del 2011. «Manterremo la parola ed oggi firmiamo per la mobilità – spiega il segretario della Fiom Cgil di Pavia Carlo Bossi, che ha seguito la vicenda Cablelettra – da una parte c'è la serenità di aver portato a termine, nonostante le riforme abbiano cambiato le regole, i due anni di cassa integrazione. Dall'altra però c'è il grosso rammarico che non siamo riusciti insieme ad enti preposti e all'azienda riqualificare i lavoratori e trovare loro una nuova occupazione. Da fine settembre ci saranno 101 famiglie aggrappate al sussidio di mobilità che al massimo in tre anni finirà». Insomma ora Robbio e dintorni vivranno da vicino un dramma occupazionale senza precedenti. La Cablelettra, azienda cresciuta in maniera forsennata dalla fondazione negli anni '60 da parte di Carmelo Patti fino ai primi anni Duemila realizzando fili elettrici per i veicoli del gruppo Fiat e diventando una multinazionale, aveva dato lavoro a Robbio fino a 500 persone. Poi nel 2007 i primi tagli. Nel 2009 la scelta del tribunale di Vigevano di mettere l'azienda in amministrazione straordinaria. Nel 2011 la cessione delle commesse a Fiat ai giapponesi di Yazaki e la concessione della cassa integrazione a 120 dipendenti. Quelli rimasti ancora oggi sarà licenziati: «E chi se n'è andato l'ha fatto da solo – aggiunge Bossi – e poi ci sono ancora mille problemi: la cassa integrazione che dev'essere pagata e le ripartizioni dei soldi dovuti ai dipendenti, approvate ad inizio anno, che ancora non sono arrivate. Si parla tra i 3 e i 5mila a lavoratore».(s.b.)