Scarlett, l'aliena "difettosa" che non scalda i cuori

Kim Ki Duk ritorna al Festival di Venezia, dopo il Leone d'oro conquistato lo scorso anno, con un film fuori concorso - Moebius - che contiene e, allo stesso tempo, supera i temi della sua personale poetica (il senso di colpa, la violenza, la redenzione attraverso la punizione del corpo) in una rappresentazione che odora più di provocazione (contro il proprio paese o il concetto di morale o le attuali produzioni cinematografiche?) che di autentica testimonianza del suo cinema di sublimazione della violenza, tanto questo "Moebius" è parossistico, smaccatamente psicanalitico e metaforico fino all'eccesso - non senza una qualche ironia - della condizione umana che ha origine e finisce negli organi genitali. Per punire il marito fedifrago, la moglie tradita, non riuscendo a vendicarsi sul pene di lui, non esita ad evirare il figlio adolescente e ad inghiottire l'organo amputato. Il padre, sconvolto dal senso di colpa, si fa a sua volta evirare chirurgicamente e, in attesa di un trapianto di pene, intraprende con il figlio un percorso alternativo di ricerca del piacere, trovando nel dolore auto-inferto un surrogato del fallo. Una palingenesi sessuale che trasforma il corpo in un unico e indistinguibile organo genitale e la sofferenza in estasi. (marco contino) Manuela Pivato wVENEZIA Ecco, questo non ce l'aveva detto. Ci aveva detto tutto sulle sue preferenze alimentari, ci aveva circostanziato sui fiori che avrebbe gradito trovare nella suite dell'hotel Gritti, non si era tenuta per sé nemmeno il colore dell'abitodel red carpet. Quello che Scarlett Johansson aveva invece colpevolmente taciuto era che in "Under the skin" di Jonathan Glazer - ieri sera in concorso a Venezia70 - avrebbe indossato i panni di un'aliena vogliosa ma priva della patatina per potersi soddisfare. In una delle scene più angosciose del film, dopo un infruttuoso rapporto con una delle sue prede, l'attrice decide di esplorare le proprie parti intime per capire cos'è che non va e, alla luce di una torcia puntata tra le cosce, si rende conto con orrore di non avere niente, nemmeno un forellino. Ecco, se Scarlett ce l'avesse detto almeno sarebbe scattata l'empatia. Se avessimo saputo che l'unico accoppiamento possibile per lei era un bieco, doloroso, rapporto anale, i 120 fotografi che ieri mattina si erano già lanciati al suo inseguimento l'avrebbero trattata con maggior delicatezza. Certo, ora si capiscono molte cose. Dopo aver girato su un set con otto cineprese nascoste che la riprendevano da ogni angolatura possibile, incluse quelle meno favorevoli al suo metro e 58 d'altezza, la Johansson avrebbe potuto permettersi molto di più di una misera lista di cibi che avrebbe gradito trovare a tavola. In conferenza stampa racconta che durante le riprese non se l'è sempre passata benissimo. Racconta di aver avuto freddo e paura, di aver dovuto girare molte scene complicate ma che dopo pochi giorni aveva capito chiaramente dove doveva portare il suo personaggio, l'aliena con i capelli neri che è "l'unica bugia del film". Indubbiamente ha scelto una sceneggiatura ardita della quale il direttore del festival Alberto Barbera si era innamorato ma che invece ha lasciato tiepidini pubblico e critica. Accolta in sala stampa con applausi e qualche fischio, la Johansson viene risarcita però nel corso della lunga passerella della sera alla quale si presenta (puntuale) in abito lungo Versace, sandali Roger Vivier, gioielli Bulgari e nuovo fidanzato al braccio. La dura prova di "Under the skin" sembra aver lasciato il segno su questa bella attrice dalle labbra che sembrano due fragoloni. Consapevole che il suo aspetto la separa dai comuni mortali, ma reduce dal trauma di ritrovarsi improvvisamente senza passerina, la Johansson ha dato una spuntata anche ai suoi capricci. Si presenta infatti nello spazio Venice Movie Stars dell'hotel Villa Laguna con top a righe, pantaloni neri, capelli al vento e un'encomiabile disponibilità verso la coda di giornalisti che per l'intera giornata di ieri, e per tutto oggi, la intervisteranno. Il primo è stato Mollica. L'ultimo Scarlett non sa nemmeno chi sia. Tra l'uno e l'altro si è sostenuta grazie all'insalata di pollo con sedano e carote e al salmone marinato al cardamomo. Vedi Scarlett, se ce lo dicevi prima. ©RIPRODUZIONE RISERVATA