Brescia, fermato il datore di lavoro della donna uccisa

BRESCIA Lui nega tutto. Eppure il cerchio tracciato dalle indagini degli inquirenti che indagano sul delitto di Marilia Rodrigues Silva Martins, brasiliana 29enne trovata morta nel suo ufficio della società Alpi Aviation do Brasil di Gambara in provincia di Brescia, si stringe intorno a un nome: quello di Claudio Grigoletto, 32 anni, datore di lavoro della giovane. Ieri l'uomo è stato fermato su disposizione del pm Ambrogio Cassiani con la contestazione di omicidio aggravato, tentativo di soppressione del cadavere e procurato aborto. Grigoletto non ha confessato, ma il sospetto degli investigatori è fortissimo: «Aveva la necessità di eliminare il problema rappresentato dal fatto di essere il padre del bambino che la ragazza aspettava» ha spiegato il procuratore di Brescia Fabio Salomone. Secondo gli inquirenti, nella mente del presunto assassino c'era un tarlo che da mesi stava consumando la sua serenità: ovvero la possibilità che si venisse a scoprire di questa gravidanza proprio mentre lui, padre di due figlie di cui una neonata, stava provando a salvare il suo matrimonio. Inammissibile, per un buon padre di famiglia. Per questo, quindi, avrebbe ucciso Marilia colpendola alla testa e strangolandola: con l'obiettivo di cancellare lei e suo figlio, il bimbo di quattro mesi che la donna portava in grembo, prove viventi della sua infedeltà. I dettagli inquietanti su quelle ore di follia non mancano. L'uomo avrebbe infierito sulla ragazza mentre era agonizzante, cercando di farle bere dell'acido muriatico per inscenare un suicidio, provando ad appiccare il fuoco al corpo e manipolando il tubo della caldaia dell'ufficio. Gli inquirenti ammettonoche non c'è stata alcuna confessione, e che a reggere l'impianto accusatorio ci sono per ora forti indizi. Nei lunghi interrogatori degli investigatori che l'hanno tenuto sotto torchio per ore, Grigoletto ha sempre negato tutto, anche la storia con la ragazza brasiliana: «È sempre rimasto molto calmo e freddo - ha detto il comandante il colonnello Giuseppe Spina - negare di aver avuto una relazione con la vittima non ha contribuito a creare una situazione che potesse allontanare da lui i sospetti». Adesso nel bresciano sono ore di sgomento e interrogativi angosciosi. La moglie dell'uomo, Jessica Alari, è chiusa da lunedì sera nella loro villetta di Adro, tra i vitigni della Franciacorta. «Non posso dare nessuna informazione. Parlate con il mio avvocato», risponde ai giornalisti. Mentre nel quartiere si stenta a credere a quello che è successo: «Eravamo felici perché una famiglia giovane con bambini fosse venuta a vivere vicino a noi - racconta la loro vicina - sembrava una persona così per bene. Mi spiace per la moglie». (l.d.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA