Scarlett sbarca al Lido Cuochi e parrucchieri sono già in fibrillazione

Manuela Pivato wVENEZIA Arriva. No, non ancora. E invece è già arrivata, o così par di capire dall'inquietudine dei paparazzi, dalla cortina invalicabile eretta ai bordi della piscina dell'hotel Cipriani e dal sorriso di lieta circostanza del direttore di Venezia70 Alberto Barbera. Con tutta la sua bellezza e tutte le sue fisime sbarca oggi al Lido Scarlett Johansson, protagonista di "Under the skin" di Jonathan Glazer, attesa come la star che vale quanto Clooney ma non del genere il motoscafo lo guido io. Ancor prima di poggiare il suo piedino a Venezia, ancor prima di aver preso visione della suite che è stata prenotata contemporaneamente in tre alberghi diversi e con nomi di fantasia, ancor prima di spiegare alla stampa di tutto il mondo perché si è fatta bruna, aliena e sessualmente sfrenata prestandosi alle stranezze del regista britannico; ancor prima di essere realtà Scarlett Johansson è già un incubo. Da questa mattina alle 10, quando sbarcherà nello spazio Venice Movie Stars dell'hotel Laguna per la prima serie di interviste, l'attrice sarà il tormento di chi dovrà prepararle da mangiare. Con una meticolosità che dovrebbe insospettire, la Johansson ha stilato la lista di quello che vuole trovare in tavola e di quello che guai a nominarglielo. Sì a crostacei, frutti di mare, pollo, aglio. Il massimo sarebbe il salmone. Niente maiale, manzo o qualunque bestia che cammini su quattro zampe. La corsa dei cuochi alla ricerca del pesce rosato più fresco, praticamente ancora vivo, da cucinare per la bionda attrice è in atto. Lo chef di Villa Laguna, che oltre al light lunch è stato incaricato di preparare anche la cena di stasera per 80 persone dopo la proiezione in Sala grande, è comprensibilmente in apprensione. Poiché l'attrice resterà qui anche domani e forse anche un pezzettino di giovedì, poiché sarà invitata almeno a una dozzina di cene e tutti sperano di averla, l'ansia di offrirle un salmone degno di lei e diverso da quello di tutti gli altri serpeggia nelle cucine dei grandi alberghi. Se i cuochi si struggono, i parrucchieri non sono molto più sereni. Nel 2006 l'attrice si presentò sul redcarpet di "Black Dhalia" di Brian De Palma con 45 minuti di ritardo perché, oltre a un brufoletto da coprire sul mento, c'era una farfallina di brillanti da piazzarle tra i capelli. Ma la farfallina pesava, i capelli cedevano, Scarlett traspirava e il trucco colava. Sette anni dopo la sua attitudinea seminare il panico intorno a sé sembra moltiplicata dai successi che colleziona: quattro nomination ai Golden Globe, 24 film in dieci anni. Ieri, il collaudatocopione scarlettiano. Arriva. No, non arriva più. E invece c'è chi la dava già al Cipriani, chi al Bauer, chi su uno yacht. Chi scambiava l'oro della sua testolina con quello di Diane Kruger, arrivata sul serio ieri pomeriggio nell'albergo della Giudecca e chi sostiene che non è poi così antipatica. In due giorni di festival dovrà smazzarsi un'intervista ogni mezz'ora, quattro pranzi ufficiali, un redcarpet e una folla in adorazione. Ecco perché va matta per gli Omega 3. ©RIPRODUZIONE RISERVATA