Stangata sulle detrazioni rischio aumento acconti

L'abolizione dell'Imu produce effetti molto sgradevoli per milioni di cittadini contribuenti. Il Governo ha deciso di dimezzare le detrazioni sulle polizze vita. Un provvedimento che colpisce 6,3 milioni di contribuenti, il 54% che dichiara meno di 26 mila euro e il 90% meno di 55 mila: quattro milioni di lavoratori dipendenti e un milione e 300 mila pensionati che pagheranno 125 euro di Irpef in più da subito perché "il limite massimo di fruizione" per detrarre dall'Irpef il 19% dei premi di assicurazione sulla vita, contro gli infortuni e la non autosufficienza scende da 1.291 a 630 euro per ridursi a 230 euro dal 2014 in poi. In termini assoluti per i 6,3 milioni di contribuenti la perdita secca è di circa 125 euro quest'anno che diventano 201 anno l'anno prossimo. Il sottosegretario al Tesoro, Pier Paolo Baretta ieri ha poi confermato che devono essere trovati 4 miliardi in un mese: «2 miliardi per la seconda rata dell'Imu, 1 miliardo per l'Iva» e «un altro miliardo circa per la Cig e per il rifinanziamento delle missioni all'estero». Dunque all'orizzonte, come recita anche il decreto, c'è la possibilità che possano scattare aumenti degli acconti di novembre con ulteriori costi per i contribuenti stimati tra 100 e 300 euro.