L'asilo diventa micro-nido per non chiudere
SANNAZZARO L'asilo-nido di via XI Febbraio cambia fisionomia e si trasforma in micro-nido: è attraverso questa riconversione che viene salvato un importante servizio pubblico a favore della prima infanzia. E già dalle prossime settimane, l'avvio dell'attività con i primi iscritti: ammessi al nuovo servizio saranno non più di dieci piccoli utenti, da zero e tre anni di età. La conferma arriva dall'assessore ai servizi sociali, Graziella Invernizzi: «Non cambia l'età degli utenti, bensì la logistica, che utilizza solo un'ala dell'immobile dell'ex nido. In tal modo si risparmierà sui costi di gestione e sulle utenze, garantendo al numero massimo di dieci bimbi ammessi alcune strutture ideali per la frequenza quotidiana. I bambini potranno beneficiare di 110 metri quadrati di area contro i 75 richiesti dagli standard regionali. Il resto della struttura è già oggi oggetto di nuovi progetti». In effetti, il micro-nido disporrà di un salone per i giochi, un'area per il dormitorio, il bagno e la cucina per i lattanti, il cuoci-vivande, lo spogliatoio e un bel giardino laterale. «In questo modo – dice l'assessore – il servizio alla prima infanzia resta ancora attivo. Il nostro sforzo è stato notevole perché abbiamo dovuto rispondere al calo generalizzato di frequenze al tradizionale nido. Del resto, le cause della carenza di iscritti che si è registrata per l'asilo nido sono determinate da più fattori: dalla crisi occupazionale, visto che molte donne non lavorano più; dalla nascita delle sezioni-primavera e dall'anticipo ai due anni e mezzo della frequenza dei piccoli alla scuola d'infanzia. Insomma, abbiamo aguzzato l'ingegno pur di non chiudere la struttura individuando un servizio di pregio, ancora più personalizzato e di qualità». Le rette, però, restano invariate: 380 euro come massimo al mese; 210 euro il minimo, oltre alle agevolazioni per le famiglie con più figli iscritti al servizio. Graziella Invernizzi aggiunge: «Va ricordato che, attraverso l'accreditamento regionale, le famiglie possono beneficiare anche di 200 euro al mese di contributo regionale riducendo così vistosamente il loro carico famigliare». E il resto della struttura come sarà utilizzato? Il Comune pensa a un'ulteriore riconversione: potrebbe diventare sede del Centro diurno disabili (Cdd) e del "laboratorio protetto" Archimede; in questo modo il Cdd di via Sauro si svuoterebbe e la palazzina verrebbe venduta. «Ma questa – dice l'assessore ai servizi sociali – per ora è un'ipotesi, una storia ancora tutta da scrivere». Paolo Calvi