Stop al "sostegno nascite" all'ospedale di Stradella
Il comune di Portalbera ha stabilito di provvedere alla fornitura gratuita dei libri di testo (lettura e sussidiari), dell'insegnamento della religione e della lingua straniera, in favore degli alunni residenti in paese e che frequentano le scuole elementari sia a Portalbera sia nei comuni limitrofi. L'impegno di spesa preventivo è stato fissato in 3000 euro, a carico del bilancio di previsione 2013; si tratta di un impegno di difficile quantificazione e variabile a seconda del numero dei bambini frequentanti le scuole e, per questo, in futuro, il comune procederà, se necessario, a successive integrazioni. L'intervento della pubblica amministrazione va incontro alla necessità di sostenere e promuovere il diritto allo studio negli anni in cui i bambini frequentano la scuola dell'obbligo. E' un modo per aiutare le famiglie a far fronte ai costi, ogni anno incrementati, di testi scolastici. STRADELLA «Siamo un gruppo di mamme che si sono conosciute frequentando il "Percorso nascita e Osservatorio alle maternità" dell'ospedale di Stradella, percorso che da luglio si è concluso per sempre e che verrà sostituito dal classico corso pre parto». Inizia con queste parole l'appello che un gruppo di 15 neo mamme di Stradella, Broni e Voghera, ha voluto diffondere per denunciare la chiusura del servizio di sostegno psicologico alla maternità, attivo all'ospedale di Stradella. Il progetto, nato nel 2004, si avvaleva della collaborazione del reparto Maternità e del dipartimento di Psicologia dell'Università di Pavia, che aveva investito tempo e studi nelle ricerche sulla maternità e sulla depressione post parto. Responsabile del progetto era la dottoressa Laura Curone, psicologa ed ostetrica, che ha prestato servizio all'ospedale per 31 anni. Un'esperienza innovativa che l'azienda, però, ha deciso di terminare quest'anno, nonostante l'interesse che il corso aveva suscitato tra le neo mamme, sostituendolo con un semplice corso pre-parto, tenuto da normali ostetriche. «Il supporto che abbiamo ricevuto, a partire dal 2009, dalla dottoressa Curone, durante gli incontri sia di gruppo che individuali, non era solo tecnico ma soprattutto psicologico – si legge nella lettera –, consentendoci in questo modo di vivere la maternità nel modo più sereno possibile e sostenendoci in ogni passaggio della gravidanza, del parto e dell'essere mamma». Un'esperienza, quella del corso della dottoressa Curone, considerata così positiva da essere poi consigliata ad altre future mamme, anche non della zona, contribuendo così ad aumentare le nascite presso il presidio. «Le lezioni sono state molto importanti – sottolinea una mamma –, anche perchè abbiamo sperimentato come 8 donne su 10 soffrano di depressione post parto, e i consigli della dottoressa ci hanno aiutato molto ad affrontare alcuni periodi bui. Ora questa possibilità non si potrà più sfruttare, visto che le ostetriche non hanno le giuste competenze per questo tipo di sostegno». Il rammarico più grande per queste persone è la cancellazione di un progetto, presente finora solo negli ospedali di Milano, arrivato in Oltrepo, che sarebbe potuto diventare un riferimento importante per le altre strutture. Oliviero Maggi