«Ridateci l'autobus 4 e riportate la pulizia al quartiere Vallone»

di Linda Lucini wPAVIA Scarsa pulizia, cassonetti invasi dai rifiuti, lampioni spariti, ma quel che più fa arrabbiare i residenti del Vallone è l'autobus 4: «Ce l'hanno tolto o meglio hanno lasciato solo due passaggi al mattino e un paio la sera, così adesso dobbiamo andarlo a prendere alla Paiola. Siamo rimasti senza collegamenti con il Crosione dove ci sono quattro medici di famiglia, le Poste e la farmacia e noi pensionati dobbiamo chiedere aiuto ai figli per farci accompagnare anche dal dottore». Al centro Brusaioli sono furenti sulla questione bus: «Aspettiamo alla fermata gli anziani che scendono con le borse della spesa perchè non ce la fanno» – dice Carla Pallavicini, volontaria del Brusaioli – Ci hanno lasciato solo poche corse, ma senza continuità la gente il bus finisce per non prenderlo più. Inoltre che risparmio è non fargli più fare il giro dalla rotonda di via Solferino per poi farli fermare al capolinea in via Nenni con riscaldamento e aria condizionata accesi?» «Ho 75 anni e sono la più giovane del mio condominio – dice una pensionata – Se non c'ero io a portare a casa la spesa, i miei vicini non ce l'avrebbero fatta. Qui era tutto chiuso e il bus si ferma alla Paiola». Una residente in via Bergamo dice che sotto casa ha due cassonetti: «Sono sempre pieni». Un'altra racconta che in via Torino hanno «lavato tutti i cassonetti meno uno». «La pulizia c'è – dice ironica Tina Colombi – In via Asti ce la facciamo noi proprietari delle case». In via Bologna i residenti si sono messi d'accordo e a turno tengono puliti i cassonetti togliendo quello che viene gettato fuori. Alla pizzeria La Paiola hanno ripreso ieri il lavoro: «Per fortuna oggi ci sono clienti», dicono. I clienti invece non sono mancati al bar-alimentari di via Solferino: ad agosto è stato il rifugio di chi doveva far la spesa. E' andata bene al vicino tabaccaio, uno dei pochi rimasti aperti. In piazzale Torino ad agosto è stata la serrata: in ferie il bar, i calzolaio che vende scarpe da ballo, tintoria, macellaio, cartoleria e panettiere. Sempre aperto invece il centro del Comune e il Brusaioli. Tra le vie Voghera, Vigevano e Alessandria c'è tanto verde: ogni casa ha il giardino. Al bar Jamaica due ragazzi fanno i pesi tra i tavolini all'aperto. In via Torino le pensionate prendono il fresco sul balcone, sul portone tanti cartelli «vendesi». In via Pensa c'è un parco con tanto di fontanella: è vuoto, così come le strade del Vallone di sera. «Dopo cena non c'è nulla, una volta c'era una gelateria ma ha chiuso anche quella», dice un ragazzo. Altri si lamentano per i lampioni che sono stati tolti in via Basilicata, altri per la desolazione in cui versa piazzetta Peppino Impastato dove c'è il capolinea del 7.