Affetti e deviazioni, psicologi a convegno

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Uomini che odiano le donne. Perché forse hanno odiato la loro madre. «Sta nel rapporto con la figura materna la chiave di interpretazione di questi drammatici casi di cronaca sempre più frequenti» dice lo psicopatologo Massimo Ammaniti, docente all'università La Sapienza di Roma e tra i relatori alla VI Conferenza internazionale sulla psicologia dell'attaccamento che si è aperta ieri all'Università di Pavia. Più di 500 i partecipanti, psicologi e studiosi provenienti da 34 Paesi del mondo. Si parla di femminicidio solo a margine della conferenza, nella pausa dei lavori del mattino al teatro Fraschini. «I primi legami affettivi condizionano lo sviluppo del bambino già entro l'anno di vita» dice Ammaniti, padre dell'altrettanto celebre Niccolò, scrittore "cannibale" che nei suoi libri scrive spesso di bambini e di adolescenza mutuando, ammette Massimo, quanto percepito in casa. «Un rapporto difficile o inesistente con la madre pesa. Ma non tutto è perduto – aggiunge – . Non è detto che aver avuto esperienze negative pregiudichi sempre e comunque la vita adulta. I correttivi sono sempre possibili, se si intercetta il disagio». Il laboratorio dell'Università di Pavia è uno dei centri che svolgono attività di ricerca e consulenza psicologica per il sostegno alla genitorialità e allo sviluppo socio-emotivo dalla prima infanzia all'età adulta. «Non è necessario avere sviluppato una forma patologica – spiega la coordinatrice del convegno, la professoressa Lavinia Barone che è anche responsabile del laboratorio pavese – Talvolta bastano 4 o 5 colloqui per correggere un problema, il nostro laboratorio svolge infatti attività di sostegno alla relazione genitore-bambino tramite l'impiego di procedure evidence-based (certificate rispetto all'efficacia) riconosciute internazionalmente». Non c'è una ricetta per un sano rapporto madre-figlio. «Non servono grandi azioni – dice Ammaniti – Basterebbe cominciare a essere presenti, sviluppando una sensibilità e una capacità empatica, mettendosi nei panni del figlio come persona, senza sostituirsi a lui nelle scelte e nei pensieri». La teoria dell'attaccamento è comunque un ambito di ricerca in crescente affermazione e unisce figure professionali diverse – ricercatori accademici, psichiatri, psicologi, neuroscienziati, educatori, operatori che lavorano nell'ambito della salute mentale e del benessere familiare – nel comune intento di trovare linee guida per capire le relazioni umane significative e progettare interventi mirati. I lavori del convegno proseguiranno fino a domenica con numerosi focus. Ad esempio sul rapporto tra attaccamento e neurobiologia, ossia come i legami affettivamente significativi trasformano la biochimica cerebrale e incidono sulla plasticità del cervello. La Conferenza sarà sede del primo premio internazionale per il miglior giovane ricercatore nel campo dell'attaccamento da parte della nuova società internazionale Society for Emotion and Attachment Studies-SEAS, con sede a Pavia.