Cento ore di corsa per dominare i giganti delle Alpi

GODIASCO Daniele Giacobone, quarantaseienne di Godiasco dell'Atletica Pavese Voghera, è il primo pavese che partecipa al Tor De Geants. E' una gara di endurance trail che si svolge in Valle d'Aosta che inizia giovedì 8 settembre. Non è competitiva ma è considerato il trail più duro al mondo con partenza e arrivo a Courmayeur. La prova si svolge in una sola tappa, in un tempo limite di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza con l'atleta che deve portare con sé l'indispensabile per la sussistenza. E non è una prova da tutti. «Hanno accettato la mia iscrizione per quanto di buono ho fatto prima nelle gare lunghe, come il Passatore di 100 km», spiega Giacobone. Il tracciato della gara è un anello di circa 330 km per un totale di 24mila metri di dislivello positivo, attraversa 25 passi oltre i 2000 metri, 30 laghi, ed è compreso tra un'altitudine di 300 metri ad una di 3300 metri. Lungo il percorso sono previsti più di quaranta punti di ristoro, riposo e soccorso, oltre a sette basi d'accoglienza (basi vita). Ma come si prepara una gara così massacrante? «Ho iniziato gradatamente la preparazione, arrivando a percorrere all'incirca 4mila chilometri – continua Giacobone – a luglio ho svolto i due allenamenti più pesanti, all'inizio del mese ho corso e camminato per 17 ore consecutive, mentre a fine luglio ho affrontato un allenamento di 40 ore non stop, tra il Brallo, Penice, cima Colletta e nei boschi della valle Staffora dove ci sono sentieri sconnessi che mi hanno preparato bene alla gara, anche perché nel Tor De Geants troverò anche delle pietraie. Poi ho corso una ecomaratona in val d'Arda, una in val d'Aosta e il Passatore. Mi sono allenato in quota in Trentino. Il mio obiettivo, infatti, è chiudere la gara in 100 ore, anche se il primo ci metterà attorno alle 70 ore. Dormire? Non penso per i primi due giorni, poi vorrei riposare, anche se solo per poche ore. Vedrò comunque in corsa, perché è troppo importante essere vigili per evitare incidenti. Un altro problema sarà la differenza termica, perché si partirà con 25 gradi e in quota si va sottozero. Mi porterò una giacca a vento tecnica e pantaloni lunghi, oltre a due paia di scarpe da trail, dato che si rischierà di trovare la neve. Inoltre l'organizzazione mette a disposizione una sacca dove si possono tenere altri indumenti che vengono portati nei vari punti di ristoro per tutte le evenienze».