Costo fra 500 e 1.000 euro
di Andrea Di Stefano wMILANO La nuova service tax è già al centro della bufera. A cominciare dal nome, Taser, che già nella serata di giovedì è stato archiviato dal governo per gli sconvenienti richiami alla pistola elettrica in uso alle forze di polizia americane. Base imponibile. Secondo le indicazioni del Consiglio dei ministri la nuova imposta avrà due componenti: Tari e Tasi. Per la prima le aliquote, commisurate alla superficie saranno parametrate dal Comune con ampia flessibilità. La seconda componente (Tasi) sarà a carico di chi occupa i fabbricati: l'amministrazione comunale potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell'immobile) che dell'occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali). Aliquote. Buio pesto sulla percentuale richiesta dalla nuova imposta: il sottosegretario all'economia Baretta ha confermato solo che è previsto «un tetto alle aliquote massime in modo che l'intera operazione non superi l'attuale livello di imposizione». In assenza di agevolazioni per i redditi più bassi, il gettito dell'Imu ad aliquota standard (circa 3,4 miliardi di euro) e la contestuale eliminazione della maggiorazione Tares (valutato in 1 miliardo) sarebbe assicurato da un'aliquota dell'1,9 per mille della nuova service tax (4,3 miliardi) sempre su base prevalentemente catastale. Introducendo invece agevolazioni per tenere conto delle situazioni soggettive di svantaggio, si potrebbero incassare altrettanti 4,3 miliardi con aliquote variabili tra 1,9 e 3,4 per mille, in dipendenza della modulazione dell'agevolazione concessa. Quali servizi. Con la nuova imposta i comuni dovrebbero coprire le spese cosidette indivise: illuminazione, tenuta delle strade, polizia locale. Il gettito dovrà essere lo stesso garantito dall'Imu, per evitare buchi nei bilanci delle amministrazioni locali. In realtà molte di queste voci erano già state ricomprese nella Tares quindi la nuova imposta dovrà amplificare il campo d'azione e ieri si ipotizzavano anche il verde pubblico, l'arredo urbano e i centri sportivi. Costo per nucleo famigliare. In attesa che vengano stabilite aliquote, criteri di calcolo (superfici e\o rendite catastatali), riduzioni e esenzioni (nuclei famigliari numerosi, raccolta differenziata, ecc.) visto che l'obiettivo è garantire un gettito quasi identico a quello di Imu e Tares si stima che la service tax possa aggirarsi tra 500 e 1000 euro l'anno. Secondo l'ufficio studi della Uil Politiche locali la Tares, che incideva sull'80% della superficie calpestabile (le vecchie tasse-rifiuti invece sulla superficie dichiarata) con un aggravio di 30 centesimi al metro quadrato (incrementabile a 40) per i servizi indivisibili dei Comuni (manutenzione delle strade, illuminazione pubblica ecc.), valeva 224,70 euro di media nazionale che salivano a 356 euro per le città metropolitane. Nodo metropoli. Rimane un problema di difficile soluzione: far pagare i servizi nelle città con altissimo pendolarismo «Per realtà come Milano – sottolinea il presidente di Assoedilizia, Colombo Clerici - il pendolarismo (800.000 pendolari quotidiani a fronte di 1.300.000 abitanti) è da comuni limitrofi, del tutto autonomi sul piano amministrativo e fiscale: un fenomeno quindi che produce costi non compensati. Come si farà ad applicare la service tax, che dovrebbe esser a scala metropolitana? », si chiede Clerici che ipotizza che la nuova imposta non possa garantire l'equilibrio dei bilanci senza un incremento delle tariffe di molti servizi a cominciare dal trasporto pubblico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA