Cade nel precipizio e si aggrappa all'albero
di Adriano Agatti wMIRADOLO E' scivolato per venti metri lungo la scarpata ed è rimasto attaccato ad un albero per circa tre ore di fronte ad un precipizio di circa ottanta metri. Armando Lombardo, uno studente universitario di economia di 20 anni, residente a Miradolo, è stato salvato dai vigili del fuoco. Il drammatico incidente è avvenuto, l'altra sera, in una scogliera impervia, denominata «Blu70» che si affaccia sul mare tra Capanello e Caminia nel catanzarese. Il ragazzo pavese ha riportato qualche escoriazione oltre ad un grandissimo spavento. Ma sta bene e ha proseguito la sua vacanza in Calabria. Ecco la ricostruzione del drammatico incidente avvenuto, martedì sera verso le 19, sul litorale catanzarese. «Sono in vacanza con due amici calabresi – racconta al telefono Armando Lombardo – e avevamo trascorso la giornata di martedì in spiaggia. Qui il mare è veramente molto bello. Nel tardo pomeriggio siamo finiti in una stradina sterrata ad un'altezza dal mare di circa cento metri. Scendere non è facile, sotto c'è un dirupo ma la spiaggia e il mare sono veramente di ottimo livello. Abbiamo deciso di scendere e sono andato avanti. Il paesaggio è simile a quello ligure con una vegetazione molto fitta. Pensavo che ci fosse un sentiero ma, in realtà, non era ben definito. Mi sono avventurato ugualmente tra i sassi mentre gli amici sono rimasti sopra e mi hanno perso di vista. All'improvviso sono scivolato e ho iniziato a cadere verso il basso. Sono precipitato per una ventina di metri e ho cercato di rallentare la corsa aggrappandomi ad alberi e a piccoli arbusti. Ma non riuscivo a fermarmi». Per fortuna Armando Lombardo, poco prima di un precipizio di ottanta metri, è riusciti a aggrapparsi ad un albero e si fermato prima che la scivolata si trasformasse in tragedia. «Fortunatamente ho trovato quell'albero – continua il racconto - e mi sono aggrappato con forza prima di precipitare. Ho urlato, ho chiesto aiuto ma i miei amici non riuscivano a vedermi. Ho afferrato il cellulare e ho chiesto aiuto ai vigili del fuoco. Sono stati attimi terribili: sono rimasto in quella posizione per alcune ore. I miei amici mi sentivano ma non riuscivano a trovarmi, la vegetazione è molto fitta. Ho parlato con loro al telefono: per fortuna la batteria ha resistito». Sono intervenuti i vigili del fuoco e il nucleo saf, il gruppo speleo alpino fluviale. I professionisti del soccorso sono riusciti a raggiungere il giovane turista pavese e lo hanno riportato sulla strada dalla quale era partito. Ma ci sono volute quasi tre ore di duro lavoro. «Quando mi hanno portato in salvo – continua il racconto di Armando Lombardo - il cuore mi batteva a mille. Ero molto spaventato, non capivo più nulla. I miei amici mi hanno salutato. Poi il medico del 118 di Catanzaro mi ha visitato, mi hanno caricato sull'ambulanza e mi hanno trasportato al pronto soccorso. Fisicamente stavo bene ma ero spaventatissimo». Per fortuna Armando Lombardo ha riportato solo qualche contusione ed è stato dimesso nei giro di qualche ora. E' così ritornato a casa degli amici. «Resterò in Calabria sino al sei o al sette di settembre – conclude lo studente universitario pavese – e cercherò di dimenticare la brutta avventura».