Scioperare o no Pavia, oggi la decisione
di Luca Simeone wPAVIA Il Pavia scenderà in campo domenica a Vicenza per il debutto nel campionato di Prima divisione oppure aderirà allo sciopero indetto dall'Aic contro la regola dell'età media delle squadre? Una decisione è attesa per oggi, dopo cioè che Andrea Arrigoni, il capitano degli azzurri, si sarà consultato con il sindacato dei calciatori. Al momento l'intenzione della formazione azzurra pare essere quella di disputare regolarmente l'incontro, ma il colloquio con l'Aic potrebbe indurre a un ripensamento. Ieri, comunque, si è preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito, proprio in attesa che la situazione venga chiarita. A Vicenza la situazione pare essere diversa perché in quel caso la formazione biancorossa sarebbe determinata ad aderire allo sciopero. Tra i veneti c'è anche Simone Tiribocchi, 35 anni, che è tra i sostenitori della protesta. La posizione delle società invece è nota: si giochi, anche perché il presidente della Lega Pro ha già fatto sapere che chi non si presenterà avrà partita persa a tavolino. Per quanto riguarda il Pavia la posizione è stata espressa già lunedì, dopo l'annuncio dello sciopero, dall'amministratore delegato del Pavia, Alessandro Zanchi: «Per noi si gioca. Questo è uno sciopero anomalo. Che l'Aic voglia decidere su come vanno distribuiti i contributi che vanno alle società, quelle che nel calcio ci mettono i soldi, mi pare troppo». Zanchi ieri si è sentito con il vicepresidente del Vicenza, Gian Luigi Polato, anche lui naturalmente schierato contro la protesta. Bisognerà anche capire se i calciatori sarebbero pronti a sostenere un braccio di ferro con i rispettivi club. La protesta dell'Aic è stata indetta contro l'ipotesi di vincolare il 25% della quota di diritti tv spettante alle società di Lega Pro (quota che ammonta a 23,3 milioni) al rispetto di un'età media dei giocatori schierati ogni domenica, che dovrebbe essere entro i 25,5 per la Prima Divisione. Con questo meccanismo, sostiene l'Aic, le scelte non vengono fatte in base al merito, e i calciatori più anziani hanno sempre più difficoltà a trovare un ingaggio. Il dg della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha replicato facendo notare che nulla impedisce di schierare anche calciatori trentenni, perché questo comporta la rinuncia solo a una parte dei contributi. Che in totale ammontano, spiega Ghirelli, a 39 milioni per la Lega Pro, tra corrispettivi federali e quota per i diritti tv: «Quello distribuiti in base all'età media sono solo 3 in Prima divisione e 5 in Seconda». «Tra l'altro – aveva aggiunto Zanchi – la Lega Pro era venuta incontro all'Aic proponendo di escludere un calciatore dal conteggio dell'età media, calcolandola cioè su 10 anziché 11 calciatori. E poi bisogna domandarsi: una squadra con età media di 25,5 anni è così giovane?». Lo sciopero potrebbe anche rientrare e il segretario dell'Aic, Damiano Tommasi, ha fatto intendere di essere disponibile, invocando l'intervento della Federcalcio, che si riunirà oggi. Ma la giornata clou potrebbe essere domani, quando è in programma l'assemblea della Lega Pro chiamata a dare il via libera proprio alle nuove regole per la distribuzione dei contributi ai club. ©RIPRODUZIONE RISERVATA