Il Milan si gioca una stagione in 90'

CARNAGO (VARESE) Massimiliano Allegri giura di non sentirsi affatto in pericolo. «Dopo tre anni al Milan, non può bastare un secondo tempo sbagliato per farmi sentire sulla graticola», sorride l'allenatore due giorni dopo la figuraccia con l'Hellas Verona, ma sa bene che «giocare la Champions è differente dall'Europa League» e che i prossimi 90 minuti indirizzeranno il futuro, suo e della squadra. Per questo ha chiesto di mettere da parte ogni presunzione contro il Psv Eindhoven (1-1 all'andata) e «pedalare», per poi ripartire con almeno un paio di rinforzi, Matri in attacco e Astori in difesa sarebbero l'ideale. «È inutile raccontare chiacchiere, attraverso la partita passa anche il mercato del Milan», ha ammesso Allegri, che sfoggia serenità e ottimo umore dopo aver messo in riga i suoi. «Sicuramente ho commesso errori anche io, dopo tre anni per la prima volta la squadra è partita con l'atteggiamento sbagliato - ha ammesso -. Ho ragazzi responsabili, hanno capito che il loro atteggiamento a Verona è stato sbagliato. Balotelli? Non mi rivolgo solo a lui, a Verona per lui è stata una partita difficile a livello mentale». Il discorso non vale solo per i ventenni, come ha sottolineato Riccardo Montolivo, che forse per la prima volta deve far valere il suo ruolo di capitano nello spogliatoio. Della sconfitta di Verona «abbiamo iniziato a parlare dal fischio finale - ha raccontato l'erede di Ambrosini - eravamo delusi e arrabbiati con noi stessi: abbiamo sbagliato tutti, giovani e veterani, io per primo. È stata una partita troppo brutta per essere vera, soprattutto per l'atteggiamento. C'è poco da fare proclami, bisogna dimostrare sul campo ciò che sappiamo fare, è l'unica cosa che conta». In ballo ci sono 30 milioni di euro: con o senza, il futuro prossimo del Milan cambia sensibilmente. «Ci rendiamo conto di tutto, non siamo scemi - ha chiarito Montolivo -. Sentiamo la responsabilità ma dobbiamo giocare soprattutto per il nostro orgoglio, per dimostrare che non siamo quelli di sabato a Verona e per giocare la Champions League. Al di là delle dinamiche economiche e di mercato dobbiamo dimostrare quello che abbiamo dentro». L'esperienza in questi casi «conta e non conta» a sentire Allegri, che medita qualche cambiamento. Muntari o Poli a centrocampo, El Shaarawy o Robinho in attacco sono i dubbi principali dell'allenatore, che è ottimista: «I ragazzi non tradiranno le aspettative di tutti, mie, della società e dei tifosi. Poi, ci vuole un pò di fortuna».