«Al Crosione ci sentiamo sempre più abbandonati»

di Linda Lucini wPAVIA Ovunque si guardi c'è un cassonetto. Spesso una fila, spesso attorniati da spazzatura lasciata a terra. Ci sono al centro di piazzale Crosione, ci sono alla fermata del 4. I cassonetti si sono divorati pure il marciapiede e chi passa deve camminare in strada. Colpa anche del cantiere infinito delle nuove case popolari che si è preso lo spazio. «Da anni abbiamo le case piene di polvere», dice una massaia. Nel quartiere i problemi dell'agosto in città non sembrano averli sentiti. E' tutto aperto. La cartolaia fa mezza giornata, i parrucchieri sono tutti aperti, anche se con orario ridotto. Anche le Poste fanno solo 3 giorni a settimana. E' chiusa la farmacia, ma è rimasta aperta tutto il mese. Aperta l'edicola, il bar gestito dai cinesi, il market, il fruttivendolo. Il panettiere, uno dei pochi che fa ancora il pane artigianale, apre solo al mattino: «Sono partiti in pochi, ma di lavoro ce n'è sempre meno. I conti sono risicati, quando arriverò a malapena al pareggio me ne vado. Ho offerte in Cina, Canada e Nuova Zelanda». Valentina al bar di via Fasolo incolpa la crisi e non le ferie al calo di consumazioni in agosto. A detta sua la pulizia dei cassonetti è regolare: «Quando sono pieni la gente butta tutto fuori, ma nel giro di due o tre giorni passano a pulire». A guardare i ritratti del degrado sulla vetrina della sede del Pd non sembrerebbe, visto che una delle foto immortala proprio i rifiuti del quartiere. «Da quando hanno fatto la nuova strada questa piazza è sempre più morta», dice una cinquantenne. Per rivitalizzare la zona un'idea i negozianti l'avrebbero: portare il mercato in piazza, magari facendo una settimana a turno con quello di piazzale Torino al Vallone. «Non è un quartiere tranquillo, nè bello», dice una residente arrabbiata contro i «due casermoni che hanno tirato su» e con le strisce pedonali diventate groviera. Nelle case popolari dove la gente stende ancora nel cortile, non c'è anima viva. Sono vuote anche le panchine del giardinetto di solito affollate di mamme e di badanti dell'Est che lì si ritrovano. C'è gente in oratorio e anche alla polisportiva sant'Alessandro. Il quartiere è comunque più vivace del Cassinetto dove oltre a case popolari e palazzine c'è davvero ben poco. Non va meglio girando in via Marchesi dove l'unico luogo per ritrovarsi è una panchina con vista sui cassonetti. Nessuno sfida il caldo correndo al campo Coni che è vuoto, così come il vicino giardino del tempo ritrovato. Nelle vie con i nomi delle regioni italiane le villette hanno persiane aperte e tapparelle alzate. Al Santa Margherita gli ospiti prendono il fresco accanto alla fontana, chi in pigiama, chi insieme ai parenti. «Pochi sono andati in ferie quest'anno», dicono al bar interno valutando il flusso dei visitatori. Al vicino Palazzetto il bar è aperto, ma approfitta dei pochi clienti per ristrutturare. In giro non c'è nessuno, solo alcuni ragazzi che s'infilano al Csb Marco specializzato in biliardo. Lì si trovano anche corsi gratuiti per principianti.