Verga e le carte autografe Quanto gli restò nel cuore la Certosa di Pavia

L'Università di Pavia a fine luglio ha assicurato che "le carte autografe di Giovanni Verga - sequestrate a Roma dai carabinieri e affidate al Centro Manoscritti dell'Ateneo pavese - non sono vendibili né in Italia né all'estero, e che a Pavia esse, tutelate e conservate con speciali misure di sicurezza, sono oggetto di restauro e di studio". Nessun giornale, tra i molti che hanno pubblicato il comunicato, ha colto l'occasione per mettere in risalto il significato simbolico dell'approdo - sia pure temporaneo; la definitiva collocazione sarà a Catania - dei materiali verghiani in terra pavese. Giovanni Verga ci ha infatti lasciato alcuni cenni alla Certosa di Pavia nel contesto di uno scritto intitolato "Dintorni di Milano" uscito per la prima volta in un volume miscellaneo edito dall'Esposizione Industriale Nazionale di Milano del 1881 e che poi è stato ripubblicato infinite volte nelle raccolte dei brevi testi narrativi del grande scrittore siciliano (in un anno recente, 2008, nel volume "Il viaggiatore meravigliato. Italiani in Italia, 1714-1996", curato per Il Saggiatore da Luca Clerici). Ecco il brano di Verga datato 1881: "Lo spettacolo grandioso di un tramonto (a Milano, ndr) bisogna andare a vederlo in Piazza d'Armi, su quella bella spianata che corre dal Castello all'Arco del Sempione (...) Ma la ineffabile melanconia di quell'ora non l'ho mai provata come in una delle Certose dei dintorni di Milano. Colà, in mezzo a mirabili pagine d'arte, la luce muore nelle invetriate dipinte, vi sorprende uno strano sentimento della vanità dell'arte e della vita, un incubo del nulla che vi si stringe attorno da ogni parte, dalla campagna silenziosa e uniforme. Io non ho mai passata un'ora più tetra come quella che provai in uno di quei cortiletti di verdura cupa della Certosa di Pavia, chiusi fra quattro mura di cimitero, e allietati da quattro file di bosso, nel caldo meriggio d'aprile, in cui non si udiva il ronzare delle mosche". Il ricordo a Pavia di questa nota - che è indubbiamente di Verga - serve per risarcire l'illustre scrittore per un "pasticciaccio" editoriale di cui ha dato conto il sito Internet del periodico "Vita" nel giugno 2009 (http://www.vita.it/ultimenotizie/quel-pasticciaccio-alla-certosa.html): "La cosa ha un po' dell'inverosimile ma è del tutto vera. Il ministero dei Beni culturali ha pubblicato nel 2008 un libro dedicato alla Certosa di Pavia e al suo museo (quella Certosa è una delle più belle e popolari chiese lombarde). Si tratta di atti di un convegno. In esergo c'è una bella e lunga frase sul paesaggio lombardo che circonda la Certosa, attribuita al Manzoni. Sarebbe tratta da un libro che Manzoni non ha mai scritto, perché 'Per le vie' è un testo di Giovanni Verga. E infatti la citazione è di Verga. Ma, colmo dei colmi, non è tratta da questo libro, pur ambientato a Milano (che in quel maledetto esergo viene datato 1881 mentre è di due anni dopo) bensì da 'Racconti e bozzetti'. E così sia... ". Tre note finali. 1) Luca Clerici ne "Il viaggiatore meravigliato" indica come curatrice, presso Sellerio, della riproposizione nel 1991 di "Milano 1881" (con anche lo scritto di Verga sui dintorni della "città più città d'Italia") una tal Carla Ricciardi! Si tratta evidentemente di Carla Riccardi dell'Università di Pavia, specialista nel campo degli studi verghiani, alla quale si deve tra l'altro il saggio "Il Dossi pavese e Verga verso la Certosa", pp. 300-315 della rivista "Nuova Antologia", n. 2 /1989, che è stato però pubblicato, col titolo "Pagine di fine Ottocento: il 'pavese' Dossi e Verga verso la Certosa", anche alle pp. 79-87 del n. 34 (aprile 1989) della rivista "Bollettino per Biblioteche" dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Pavia, da me curata dal 1977 al 1991. 2) Una cartolina a colori con l'interno della Certosa Verga la spedì da Milano a Catania al nipote omonimo con la scritta "Saluti dallo zio. Pavia/Milano 18/5.1904": è riprodotta con la didascalia del retro alle pp. 117-118 del volume "Lettere ai nipoti"; a cura di Giuseppe Sorbello, Caltanissetta, Lussografica, 2007. 3) A Verga la Certosa di Pavia era rimasta nella mente e nel cuore!