Il Pg della Cassazione acquisisce l'intervista integrale di Esposito

La Procura generale della Cassazione acquisisce nella sede del Mattino l'audio integrale dell'intervista rilasciata dal giudice Antonio Esposito all'indomani della sentenza Mediaset. Non si tratta dell'avvio di un'azione disciplinare, di cui il Pg della Cassazione è titolare insieme al ministro della Giustizia, ma di un «atto dovuto» nell'ambito degli accertamenti istruttori disposti nella fase pre-disciplinare: ma è un passo necessario e decisivo per inquadrare correttamente le dichiarazioni rilasciate a un organo di stampa dal giudice che ha presieduto il collegio che il primo agosto ha confermato la condanna si Silvio Berlusconi a 4 anni per frode fiscale. È stato lo stesso direttore del Mattino, Alessandro Barbano, a consegnare l'audio del colloquio tra il giornalista Antonio Manzo e il giudice: durata di 34 minuti. Una conversazione pubblicata cinque giorni dopo la pronuncia della Cassazione, subito considerata «inopportuna» dallo stesso presidente della Suprema Corte, Giorgio Santacroce, e additata come un fatto «grave e senza precedenti» dai legali dell'ex premier, Niccolò Ghedini e Franco Coppi. «Berlusconi condannato perché sapeva, non perché non poteva non sapere», il titolo. Nel testo, un punto nodale, quello in cui Esposito dichiarava: «Tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva, tu non potevi non sapere, perché Tizio, Caio e Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. Un po' diverso dal non poteva non sapere». Un'argomentazione che sembrava spiegare perché è stata confermata la condanna e interpretata come un'indebita anticipazione delle motivazioni della sentenza, non ancora depositata. Il giudice Esposito smentì, dichiarò di aver approvato un testo definitivo dell'intervista. E il quotidiano decise di pubblicare via internet l'audio dell'intervista.