Gcs di Belgioioso dopo la cassa chiede il concordato

di Anna Ghezzi wBELGIOIOSO Dopo un anno di cassa integrazione straordinaria e altra cassa integrazione ordinaria, la Gcs di Belgioioso ha chiesto il concordato preventivo: ora sarà il giudice a decidere se l'azienda, che conta su 30 dipendenti, si può risanare e dopo aver soddisfatto i creditori, salvarsi, oppure no. Gcs è una ditta informatica che offre servizi e software alla pubblica amministrazione, dal sistema per gestire le multe all'albo pretorio, dalla gestione del patrimonio immobiliare e del personale alla polizia locale. Fa parte del gruppo Pacchiarotti con Pacchiarotti spa, la ditta edile che pure ha chiesto il concordato, Pentax, Unigest, Unisport e Campus Aquae. Due anni fa nella ditta specializzata in servizi informatici erano cominciati i problemi, più che altro legati alla liquidità: lavorando con la pubblica amministrazione, l'azienda si era trovata ingessata dal ritardo nei pagamenti da parte degli enti pubblici. Gli enti, tra tagli di trasferimenti dallo Stato e patto di stabilità (per i Comuni più grandi), avevano infatti iniziato a pagare fatture relative a servizi svolti con ritardi di tre mesi: era il 2010, col passare del tempo i ritardi si sono ulteriormente dilatati. Con conseguenze sulla puntualità delle buste paga ai lavoratori segnalate nel 2011. La proprietà, tramite Confindustria Pavia, fa sapere che per il momento non ha intenzione di rilasciare dichiarazioni sulla richiesta di concordato. Ad aprile era terminata la cassa integrazione straordinaria – quella che viene richiesta delle aziende in previsione di ristrutturazioni che permettano il superamento della crisi – e non c'erano stati esuberi di personale. Era però stato necessario ricorrere ancora alla cassa integrazione ordinaria a rotazione fino a fine giugno per 15 dipendenti, uno su due. Sindacati e industriali avevano salutato questo ritorno alla cassa ordinaria come «un passo in avanti dal punto di vista della prospettiva». «Andiamo avanti con cautela – aveva spiegato Nadia Zambellini della Fim Cisl – provando a superare il periodo ancora duro e sperando in un'azione da parte del Governo che permetta di smobilizzare i crediti della pubblica amministrazione e finalmente pagare le aziende». E gli Industriali per conto della proprietaria Valeria Pacchiarotti avevano spiegato che la cassa avrebbe permesso di arrivare a giugno, passando «da una crisi strutturale a una crisi di congiuntura», con la prospettiva di riuscire a ridurre il numero dei lavoratori coinvolti nella rotazione.