«Basta dire che è colpa delle bici»

PAVIA Dopo gli ultimi incidenti e l'invito del comandante dei vigili Gianluca Giurato ai ciclisti perché rispettino le norme del codice della strada, dal rispetto dei sensi unici all'obbligo di imboccare le piste ciclabili quando ci sono, MuovitiPavia risponde con una levata di scudi: se si va sui marciapiedi spesso è perché sulla strada si rischia di morire. «MuovitiPavia! concorda sulla necessità che tutti rispettino scrupolosamente il codice della strada – spiegano in una nota – Non comprende come mai, invece, il commento del comandante sia diretto ai soli ciclisti». «Parole come quelle del comandante ci preoccupano – spiega Simona Digiovanni, presidente dell'associazione MuovitiPavia! – perché rischiano di insinuare il dubbio che la colpa degli incidenti in cui sono coinvolti i ciclisti sia sempre dei ciclisti stessi. Nel caso specifico la ciclista era vittima di una mancata precedenza; ci si aspettava un invito alla prudenza per chi guidava l'auto». L'associazione aggiunge: «Spesso i comportamenti dei ciclisti nascono per ovviare alla carenza di infrastrutture e regole che garantiscano la sicurezza di chi ha scelto la bicicletta come mezzo di spostamento principale in città. Chi va in bicicletta sui marciapiedi spesso lo fa perché è troppo pericoloso rimanere sulla carreggiata. Difficile credere che qualcuno possa portare a cuor leggero i propri bambini in bicicletta su alcune (auto)strade di Pavia (Via Folperti, via Tasso, viale Matteotti). Se alcuni ciclisti poi scelgono di stare insieme alle auto nonostante la presenza di percorsi ciclabili bisognerebbe domandarsi il perché di questo comportamento; se i percorsi ciclabili sono linee disegnate sul marciapiede (con dubbia applicazione della normativa), come il tratto ciclopedonale di Via Campari a Pavia, ci si sente "legittimati" a stare in carreggiata visto che il percorso ciclopedonale in quel caso non fa altro che aumentare i pericoli creando conflittualità coi pedoni». Le proposte per migliorare la situazione MuovitiPavia ora e Salvaiciclisti prima le hanno portate in Comune, dal limite di 30 chilometri orari in città alla manutenzione delle ciclabili. E invitano il comandante a fare con loro un giro in bicicletta per la città. (a.gh.)