Nsa, milioni di dollari ai colossi del web
Milioni di dollari nelle casse dei colossi della Silicon Valley. Mentre il governo americano incontra serie difficoltà a determinare quali documenti super segreti siano nella mani di Edward Snowden, la talpa del Datagate, continuano ad arrivare nuovi dettagli sulle pratiche di spionaggio della National security agency. E nasce una nuova alleanza, quella fra il Guardian e il New York Times, che avrà accesso ad alcuni documenti forniti da Snowden al quotidiano inglese in seguito «al clima di intensa pressione da parte del governo» britannico. Gli agenti della Nsa - denuncia il Wall Street Journal - hanno usato i potenti sistemi dell'agenzia anche per spiare relazioni intime, con partner, mariti e mogli. Si è trattato - precisa il quotidiano - di casi isolati e di solito autodenunciati, ma che gettano nuova luce sulle infrazioni volontarie della Nsa. A questo si aggiungono i milioni di dollari che - afferma il Washington Post citando il Guardian - la Nsa avrebbe pagato a Google, Facebook, Yahoo e Microsoft per coprire i costi sostenuti per il loro coinvolgimento nel programma di intelligence Prism dopo la sentenza del 2011 della corte del Foreign Intelligence Surveillance. Google respinge le accuse: «Non abbiamo partecipato a Prism o ad altri programmi di sorveglianza. Siamo in attesa della risposta del governo americano all'istanza nella quale chiediamo di poter rendere pubblici più dati relativi alle richieste di sicurezza nazionale». Nell'ottobre di due anni fa la Corte - secondo i documenti diffusi dall'Amministrazione Obama - ha stabilito che l'incapacità della Nsa di separare le comunicazioni nazionali da quelle straniere violava il quarto emendamento.