La mamma: «Mattia ha vissuto nel giusto i suoi ventisei anni»

Una lunga trasmissione dedicata a Mattia Ottobri. Così gli amici di Radio Hinterland Binasco (nella foto) vogliono ricordare «il Tia», come lo chiamavano tutti. Il programma dedicato al giovane camionista è in preparazione. Andrà in onda dalle frequenze in Fm di 94.600 sulle quali Mattia trasmetteva collaborando ad una trasmissione di due ore fatta di musica e chiacchiere. Prima era stata la radio del camion, poi Mattia aveva iniziato in maniera seria con Radio Pavia insieme all'amico Daniele Detti. Mattia faceva fruttare il suo tempo, di giorno il lavoro sul camion, poi la radio, la palestra, la moto e ultimamente la barchetta che aveva ormeggiato in Ticino. Trovava tempo per tutto, per stare con gli amici al Viscosa al Soleluna, da Camillo; e anche per chiacchierare con don Andrea Nani che lui chiamava «il suo amico prete». di Linda Lucini wPAVIA «Ora so quanti volevano bene a mio figlio. Mattia ora non c'è più, ma nei suoi ventisei anni di vita ha fatto quello che desiderava». Liviana Casini lo dice guardando la foto di Mattia Ottobri, il camionista che ha perso la vita in un incidente in moto a Giussago. «Delle sue foto voglio fare un ingrandimento, voglio tenerlo vivo, voglio parlare di lui – dice commossa nelal sua casa di via Nenni– Una morte così è contro la natura ed è per questo che è inaccettabile per una madre. Mi conforta solo una cosa: sapere che Mattia ha conosciuto tanto amore e si è circondato di tanto affetto. Ai suoi funerali c'era la folla delle tante persone che gli volevano bene. Molti non li conoscevo, ma i vorrei ringraziare e abbracciare tutti perché mi hanno confermato ciò che Mattia era. Non avevo dubbi sui suoi valori, ma ora ne ho la certezza». Mamma Liviana è orgogliosa di suo figlio e di quello che ha fatto nella sua vita spezzata troppo presto. «Non dimenticherò neppure un attimo di ciò che abbiamo passato insieme – dice – Mi viene in mente tutto, quando lo portavo a scuola, le festicciole, quando lo prendevo in braccio, suoi messaggi al cellulare che finivano sempre con "baci, ti voglio bene". Mi attacco a questo per sopravvivere». Mamma Liviana ha ancora in testa le ultime parole che si sono scambiati al telefono. Lui che rimanda la partenza per la montagna per attendere il rientro della madre da una vacanza di soli 4 gioni. «Ti aspetto perché ho voglia di vederti», ha detto con affetto Mattia alla mamma. Il destino non li ha fatto più incontrare. Quella moto che Tia adorava se l'è portato via e ora mamma Liviana fatica a parlare al passato del figlio che ha cresciuto da sola dopo la separazione del marito: «Mattia aveva solo 5 anni - racconta – Gli ho dato tutto ciò di cui ero capace ed ora non ho rimpianti. Sono serena e non c'è un attimo di questi 26 anni di cui possa dirmi "potevo agire diversamente". Noi genitori siamo apprensivi nei confronti dei nostri figli, invece loro sono capaci di dimostrarci che hanno fatto le scelte giuste. Adesso tocca a Mattia darmi una mano, tocca lui aiutarmi a superare questo dolore terribile. Spero che mio figlio mi consoli, mi suggerisca perchè senza di lui la vita è davvero dura». Le uniche discussioni tra lei e suo figlio sono state per la mancata laurea: «Ora lo guardo e mi dico "ha fatto la vita che volevi e hai scelto bene". Mattia ha portato avanti tutto quello che desiderava ed ha seminato tanto amore attorno a lui». Aveva tante passioni il suo Mattia, la barca comprata tre mesi fa, le trasmissioni a Radio Hinterland Binasco, la moto. Quel bolide che al rondò di Giussago, sulla strada che in camion faceva ogni giorno, non ha tenuto e che ha irrimediabilmente catapultato il giovane contro il guard rail. Quella Ducati Monster che le ha portato via il figlio mamma Liviana non la vuole più vedere, attende con ansia il certificato di rottamazione che deve portarle l'ex marito: «Ho tolto da casa anche tutto quanto riguardava il motociclismo. Non ne voglio più sapere. Ora deciderò che fare anche con la barca, sono disposta a donarla».