Fondi e conti deposito, la scelta è ok
di Andrea Di Stefano wMILANO Qualche timido segnale di ottimismo nell'economia mondiale si consolida ma per il risparmiatore non diventa più facile gestire quello che faticosamente è stato eventualmente risparmiato. Sui mercati finanziari spirano, infatti, nuovi venti di tempesta questa volta dall'Asia dove si temono effetti negativi del possibile rallentamento di acquisti da parte della Fed. Tutto il mondo guarda al cosidetto tapering cioè la progressiva lenta diminuzione della stampa di dollari per iniettare enorme masse di liquidità nell'economia. Nonostante le turbolenze, però, ci sono diversi elementi che almeno sulla carta sono a favore delle Borse e in primis di Piazza Affari. Tra le undici società europee individuate da Morgan Stanley per il potenziale di crescita degli utili figurano due titoli della Borsa italiana, Eni e Atlantia. Gli analisti si aspettano una ripresa degli utili per azione, in media del 6% per i prossimi 12 mesi, e un'espansione dei margini a partire dal 2014, dopo una stabilizzazione nel corso di quest'anno. La Borsa. I numeri segnalano che, caso unico in Europa, Milano ha registrato un incremento delle contrattazioni e se si guarda ai dati delle precedenti sessioni agostane, l'incremento dei flussi è ancora più evidente. Quasi ogni giorno i volumi trattati sono stati più ampi della media mobile dei giorni precedenti. Un fatto anomalo, soprattutto per un mese come quello attuale, in cui il grande pubblico non è attivo e l'operatività complessiva è ridotta al minimo. Come si spiega tutto ciò? Sono almeno due le motivazioni dietro l'incremento delle contrattazioni. La prima è tecnica. Un mercato in crescita da solo provoca infatti un aumento dei volumi. «Se un fondo investe 100 euro sull'Italia e il mercato sale del 15%, il mese dopo si ritroverà in tasca 115. A quel punto basta solamente che il portafoglio venga mosso un'altra volta e, a parità di condizioni, i volumi saranno superiori alle media precedente», sottolinea Stefano Mach, gestore azionario Italia di Azimut. Poi ci sono le ragioni di contesto: crisi di governo permettendo l'economia sembra prossima a girare verso una moderata ripresa e la Borsa milanese è stata una delle più bistrattate nei mesi scorsi. Ora che i segnali macro prefigurano un miglioramento delle condizioni economiche, banche e fondi rivedono la composizione dei portafogli e privilegiano così le piazze più sottovalutate, Milano in primis. Fondi investimento. Sono i prodotti più indicati dopo una lunga fase di crescita dei mercati come quella che ha caratterizzato gli ultimi dodici-diciotto mesi. Il fondo comune, un portafoglio che contiene decine di titoli, consente di moltiplicare al massimo e con spese accessibili i benefici della diversificazione, cioè della possibilità di non concentrare le proprie scelte su pochi titoli, alzando notevolmente la posta del rischio. Purtroppo non esistono metodi per scegliere i migliori. Il senno di poi, quello con cui vengono costruite tutte le tabelle di performance non può garantire che chi ha fatto bene in passato (meglio dei concorrenti e meglio del mercato) continui a farlo. Un ottimo parametro è orientarsi sui gestori che assicurano una buona media di rendimento scontando crolli di mercato (come quelli del 2008-2009) e successivi rialzi. Sono in altre parole i migliori amministratori dei risparmi investiti in un fondo perché non fanno faville ma non espongono neppure al rischio di perdere molto. Conti deposito. Sempre più presenti con offerte molto aggressive, i conti di deposito hanno cambiato pelle e sono diventati sempre più accessibili con depositi minimi che ormai sono scesi a mille euro. Complessivamente in Italia si contano 284 differenti offerte da decine di banche di ogni dimensione, dalle Bcc sino ai maggiori gruppi nazionali e internazionali. Sui conti di deposito è possibile mantenere le somme versate per una durata che va da due a 54 mesi di durata ma c'è anche chi è pronto a garantire qualche decimo di rendimento per per tutto il periodo in cui le somme restano depositate, sino a quando il risparmiatore non le ritira. I rendimenti, anche per le durate più brevi, sono molto competitivi: nonostante i tassi offerti siano in fase calante, non è difficile strappare il 4% annuo lordo con un prelievo fiscale uniformato al 20% come sui conti correnti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA