Furbi e falsi poveri ecco come truffano Inps e enti pubblici

ROMA A Verona c'erano i piloti «doppiogiochisti» che ricevevano i trattamenti previdenziali dall'Inps mentre continuavano a lavorare in nero per compagnie mediorientali. A Merano c'era il titolare di una malga che ha chiesto fondi alla Provincia autonoma per ospitare animali d'alpeggio e che invece con quei soldi si è costruito casa. A Catanzaro c'era la società (fantasma) che dopo aver ricevuto 5 milioni di contributi per un progetto scientifico, è sparita. Sono solo alcuni esempi di frodi, la prima a danno di enti previdenziali, le altre due a danno delle casse pubbliche, scoperte dalla Guardia di Finanza che negli ultimi sette mesi ha fatto controlli a tappeto. Circa 12.500 gli interventi che hanno permesso di scovare 8mila responsabili di truffe ai danni della spesa pubblica. Per 51 sono già scattate le manette, mentre altri 3.350 responsabili di sperperi e cattiva gestione di danaro pubblico sono stati segnalati alla Corte dei conti. Almeno un miliardo e mezzo di euro sprecati e sottratti all'erario, cui si aggiungono frodi per un miliardo. Implicati 3.160 falsi invalidi e falsi poveri. Dagli imbrogli più ingegnosi a quelli «di massa» (come continuare a percepire la pensione di un congiunto morto o riscuotere l'assegno per una validità inesistente), il lavoro di contrasto delle Fiamme Gialle non ha tralasciato nulla. Da qui i controlli sull'esenzione dai ticket sanitari, sulla percezione di prestazioni sociali agevolate come assegni per il nucleo familiare, buoni libri e mense scolastiche e agevolazioni per le tasse universitarie. Oltre la metà dei casi sono risultati irregolari e i benefici non dovuti perché concessi sulla base di attestazioni di reddito false. Scoperte anche migliaia di truffe ad enti previdenziali ed assistenziali. Ad esempio, tra Cosenza e la provincia di Crotone, 5.600 falsi braccianti agricoli hanno percepito indennità di disoccupazione, per malattia o maternità non dovute per oltre 20 milioni di euro. Tra i casi limite che hanno contribuito a causare un danno pari a 8 milioni di euro, quello di una persona che riscuoteva la pensione di un parente morto dal 1986. A Ragusa sono stati indagati in 197 tra falsi invalidi, medici e politici. Tutti coinvolti in una mega truffa all'Inps: venivano garantite «corsie preferenziali» per il riconoscimento di invalidità false, grazie ad alcuni medici e collaboratori compiacenti. Complice la crisi o, forse, l'intensificarsi di controlli, sta di fatto che, secondo gli ultimi dati del ministero del Lavoro, nell'ultimo anno le violazioni commesse dalle aziende hanno subito un incremento del 22%, più che raddoppiato (+117%) risulta il dato sull'evasione contributiva. a.d'a. ©RIPRODUZIONE RISERVATA