Razzi dal Libano, sale la tensione in Israele
TEL AVIV Si riaccende la tensione al confine tra Israele e Libano, non lontano dal fronte siriano. Sono stati quattro i razzi lanciati ieri pomeriggio contro le città di Nahariya e Acri, a nord dello stato ebraico. Uno intercettato dalle batterie antimissili Iron Dome, gli altri tre andati a vuoto. E subito è scattato il fermo avvertimento del premier Benyamin Netanyhu: «Chiunque ci faccia male o provi a farlo, sappia - ha detto - che si farà male». Il "chiunque" è stato poi in parte chiarito dal portavoce dell'esercito Yoav Mordechai: secondo le prime informazioni - ha rivelato - i responsabili dei lanci sarebbero questa volta «membri della jihad internazionale» sunnita (sempre più attivi anche nella vicina Siria, all'interno dello schieramento anti-Assad) e non Hezbollah sciiti libanesi. La zona di tiro - ha aggiunto Mordechai - si trova nei pressi del villaggio di Kalila a sud della città di Tiro. Notizia poi confermata dall'esercito libanese che però ha smentito le voci, riferite da alcuni media regionali, di colpi di artiglieria sparati da Israele contro il territorio libanese in forma di rappresaglia. Le sirene di allarme sono risuonate nelle due città intorno alle 16 ora locale e sono state due le esplosioni avvertite dai residenti della zona, che hanno parlato di un suono simile «a quello dei katiuscia». L'Iron Dome, il sistema di difesa usato durante il conflitto a Gaza lo scorso novembre e dispiegato anche nella zona nord, si è attivato: uno dei missili è stato centrato e le schegge avrebbero danneggiato leggermente una strada e alcuni veicoli nei pressi di Gesher Haziv, un kibbutz del nord. Gli altri tre non avrebbero toccato il suolo israeliano cadendo con tutta probabilità in quello libanese. Mordechai ha detto che l'esercito giudica l'attacco come «un incidente limitato», ma comunque lo spazio aereo sopra Haifa, città portuale non lontana dal confine libanese, è stato dichiarato precauzionalmente «no fly zone» in attesa che la situazione diventi più chiara. Il Magen Adom David (equivalente della Croce Rossa in Israele) ha innalzato il livello di allarme e ai cittadini è stato consigliato di restare al riparo. «Abbiamo numerosi strumenti, sia di difesa sia di prevenzione e noi agiamo con responsabilità - ha insistito dal canto suo Netanyahu. «La nostra politica - ha proseguito - è chiara: proteggere e prevenire».