Ilaria e il salotto del calcio: «Il mio show non urlato»
di Valentino Beccari Da dieci anni è la padrona di casa del salotto buono del calcio italiano. Un salotto elegante, raffinato dove non sono tollerate cadute di stile e cattive maniere e dove anche il calcio notoriamente rude e maschio indossa i guanti bianchi e si esprime con un linguaggio forbito. Gran parte del merito del successo di "Sky Calcio show" va attribuito proprio a lei: Ilaria D'Amico, da dieci anni appunto cerimoniera del talk show che da sempre mette piedi, testa, telecamere e microfoni direttamente nei campi della serie A. È la trasmissione che registra umori, sensazioni e recriminazioni delle partite quando l'adrenalina è ancora in ebollizione e la trance agonistica è ancora attaccata alla spina. Ilaria D'Amico, si ricomincia, palla al centro... «Sì, non vedo l'ora. Da dieci anni sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa passione. Anche quest'anno non verrà cambiata la formula e soprattutto è stata confermata in blocco la squadra che del resto ha portato a casa risultati importanti visto un incremento dello share del 30 percento». E il campionato che precede i Mondiali e quindi si annuncia una stagione ancora più interessante. «Sì, è sempre così prima dei Mondiali, le energie si moltiplicano,i giocatori ci tengono in modo particolare a mettersi in luce e si respira un'atmosfera elettrizzante. Insomma ci sono tutti i colori dell'arcobaleno». Quello di "Sky calcio show" è un calcio parlato che si armonizza con le immagini, quasi narrato che parla con compostezza e vivacità ma senza quasi mai urlare. «Sono per il confronto anche acceso, diretto, schietto ma non voglio che la trasmissione si trasformi in un mercato del pesce e noi grazie al tatto e alle capacità dei nostri giornalisti e dei nostri opinionisti riusciamo sempre a tenere alto il livello del dibattito senza mai trascendere». Eppure non è facile in una trasmissione a caldo che registra impressioni e commenti quando il pallone rimbalza ancora in campo. «E questo è il bello e la forza del nostro show. A me piace cavalcare l'onda, sfruttare la forza della diretta che riesce a estrarre tutte le energie del post partita. Non mi spaventa la polemica così come lo scontro che può anche essere duro ma l'importante è che sia leale e corretto. Nessuno tra i nostri opinionisti si tira mai indietro e questa onesta intellettuale è indice di garanzia del nostro show». Certe volte a tirarsi indietro sono proprio le società che non mandano in tv giocatori e allenatori ma dirigenti di terza fascia solo per adempiere agli obblighi contrattuali. Come se la colpa di un rigore non concesso dipendesse dalla tv o peggio ancora perché non è stata gradita un'esternazione nel prepartita... «Sono d'accordo. Con il silenzio stampa viene meno il patto tra calcio, televisione e telespettatori. Spesso le società si dimenticano che calcio e tv generano soldi e che oltre al contratto c'è anche il rispetto della gente da osservare». Spesso calciatori, allenatori e dirigenti esprimono un campionario di frasi fatte e scontate. «È vero, però le cose stanno cambiando e il merito è anche dei nostri opinionisti che riescono sempre ad alzare il livello della discussione. Non mi piace chi non si mette in gioco e dice frasi scontate e vuote». Sky ha scoperto tra gli ex calciatori molti opinionisti competenti: chi l'ha sorpresa maggiormente? «Tra quelli della nuova generazione direi Daniele Adani: è competente, diretto, traduce rapidamente il gesto tecnico con i tempi e i modi giusti». Tra i calciatori in attività chi vede già pronto per debuttare davanti alle telecamere? «Mi piace in modo particolare Clarence Seedorf, ma gioca ancora e a quanto sembra ha un futuro da allenatore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA