Trivellazioni gas, l'Oltrepo si divide

di Gabriele Conta wROCCA DE' GIORGI Qualcuno ha già il rosario in mano, e prega che le ricerche diano esito negativo. Altri invece sperano che i geologi trovino in fretta i giacimenti. Spacca l'Oltrepo l'avvio delle pratiche per cercare il metano tra i vigneti e le cantine. Il progetto di Enel infatti divide amministratori e produttori vinicoli. Ma tutti, dagli operatori turistici fino agli ambientalisti, chiedono una cosa sola per il momento: di saperne di più. Perché fino ad oggi nessuno sapeva niente di questo progetto. Tra i più scettici riguardo alle ricerche che i geologi di Enel dovrebbero effettuare tra un paio d'anni c'è Paolo Massone, presidente del Consorzio Tutela vini dell'Oltrepo Pavese. «Non credo che si alzi il valore del territorio con questo tipo di opere – dice il presidente del Consozio, che riunisce quasi tremila aziende in 42 Comuni –. Non vedo nessun tipo di vantaggio per l'Oltrepo. E tra l'altro la provincia di Pavia ha già dato da questo punto di vista, ospitando una delle raffinerie più grandi del mondo». Le ricerche del gas, anche se non sono ancora iniziate, scatenano già molti dubbi. «Come lo porteranno via? con i camion? con un gasdotto? – si chiede Massone –. Io non sono un tecnico, e di certo mi piacerebbe saperne di più. Ma non credo che pozzi e camion possano andare di pari passo con un progetto turistico a cui si sta lavorando con forza, in un territorio come l'Oltrepo, che sta cercando di fare del turismo, del vino e dei prodotti chimici la propria forza». Vorrebbe saperne di più anche Carlo Alberto Panont, direttore del centro vitivinicolo Riccagioia. «Il territorio dell'Oltrepo è a denominazione controllata e garantita, e quindi va rispettato – sottolinea –. Ciò detto, prima di esprimere un giudizio su un progetto come questo bisognerebbe conoscerne l'impatto e i benefici, e conoscerne la progettualità generale». Si dice invece «assolutamente d'accordo» con le richieste di esplorazione presentate da Enel Riccardo Fiamberti, ex sindaco di Canneto Pavese. «Se spettasse a me darei l'autorizzazione subito – dice il presidente della commissione Agricoltura della Provincia di Pavia – ovviamente dopo aver verificato che il progetto non danneggi l'ambiente. Ma le ricerche vanno fatte: se poi non troveranno niente se ne andranno». Ma se invece il metano sotto le colline dell'Oltrepo ci fosse veramente? «Nella prima fase (e cioè durante le ricerche con i camion vibranti che emettono onde elastiche nel terreno per vedere cosa c'è nel sottosuolo, ndr), non si dovrebbero avere problemi – dice Gilberto Pacchiarotti, del circolo Wwf Oltrepo –. Il problema potrebbe sorgere quando e se si deciderà di trivellare, perché le perforazioni sono molto impattanti dal punto di vista ambientale. E potrebbero anche dare qualche preoccupazione in zone a più elevato rischio sismico come Varzi, Zavattarello e Romagnese». g.conta@laprovinciapavese.it