Edili, Pacchiarotti chiede concordato

di Anna Ghezzi wBELGIOIOSO La crisi si fa sentire pesante anche a Belgioioso: l'impresa edile Pacchiarotti Spa di Vittorio Pacchiarotti ha chiesto il concordato preventivo: la storica impresa fondata duecento anni fa da Cesare Pacchiarotti ha presentato al tribunale di Pavia i documenti per accedere alla procedura concorsuale attraverso la quale l'imprenditore ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito e cercare di superare la crisi. Pacchiarotti – che ieri abbiamo cercato al telefono senza riuscire a contattarlo – ha costruito tra le altre cose l'Itis Cardano, la sede della Croce Azzurra di Belgioioso, i 271 alloggi popolari al Cassinetto, ha curato la ristrutturazione della clinica Odontoiatrica e di Anatomia patologica al San Matteo, la nuova sede della Riso Scotti e la Scotti Energia, oltre al recente Campus Aquae, la piscina con centro benessere agli istituti universitario e la mensa di IngegneriaM. olte delle opere pubbliche degli ultimi trent'anni a Pavia e non solo portano la firma di Pacchiarotti: a Belgioioso aveva contribuito anche a restaurare l'oratorio quando c'era don Marco Gatti. Sul sito del gruppo (che comprende anche le aziende Gcs, Pentax, Capus Aquae, Unisport, Unigest) si trovano lavori principali, edifici e strutture familiari a ciascuno. «Da due anni l'azienda è quasi completamente ferma – spiega Luigi Marozzi, segretario del Fillea Cgil, la federazione dei lavoratori edili, el legno e affini – Incontreremo l'imprenditore a settembre. Nonostante la richiesta di concordato sia di fatto positiva, perché significa che si vuole salvare l'azienda dal fallimento, la situazione non è semplice». L'azienda, spiega il sindacalista, ha sofferto i tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione, non solo la crisi dell'edilizia. «Fino a novembre 2012 i lavoratori erano in cassa straordinaria, a dicembre è partita la cassa ordinaria, che però è stata approvata solo ad aprile, coi consueti ritardi nei versamenti ai dipendenti. Ora era in corso un'altra richiesta di cassa ordinaria, ma la messa in liquidazione dell'azienda mette in discussione la possibilità che questa sia autorizzata». I lavoratori, che in cassa percepiscono di media circa mille euro al mese, vantano quasi tutti da uno a cinque mesi di arretrati non pagati, per cifre che arrivano anche a 5mila euro, e attendono ancora parte dei soldi della cassa approvata ad aprile, dicono i sindacati.