Kyenge dai migranti avverte l'Europa «Non lasciateci soli»
ROMA Con un appello all'Europa perché «non lasci sola l'Italia» e un altro ai migranti che la ascoltavano a Isola Capo Rizzuto perché evitino «scontri e violenze», si è chiusa la visita di tre giorni in Calabria del ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge. È nel Centro di accoglienza per immigrati di Sant'Anna, il più grande d'Europa, e poi a Crotone per consegnare la cittadinanza simbolica a 8 bambini stranieri nati in Italia che il ministro conclude il suo giro promettendo a questa terra e alla sua gente che «non vi lasceremo soli». «Dobbiamo cercare le soluzioni insieme» ha detto il ministro agli ospiti della struttura che hanno voluto mostrarle quali siano le condizioni in cui sono costretti a vivere. E per farlo la bloccano, in 30 circondano l'auto che sta facendo il giro del Cie e la invitano a visitare, dopo la ludoteca, la mensa e gli spazi comuni, anche gli altri settori, soprattutto quelli destinati agli alloggi, cioè i container. Proprio la parte "vecchia" del centro, quella delle baracche di lamiera, è stata resa inagibile dopo i danneggiamenti di una decina di giorni fa, quando è scoppiata una rivolta per via della morte di un giovane marocchino. «Tutta la parte dei container - ha spiegato Kyenge riferendosi al Cara - va dismessa». La visita nel Cie ha ancor più convinto il ministro che «in questo momento l'attenzione sull'integrazione debba essere a doppio senso, sia verso gli operatori che subiscono sicuramente una tensione enorme perché non è facile lavorare all'interno della struttura, sia per i richiedenti asilo che per diverse motivazioni, passano molto tempo all'interno». Urgente, secondo Kyenge, è la necessità di snellire «le procedure per i richiedenti asilo». Ma l'accoglienza dei migranti è un problema europeo, lo ha sottolineato il ministro dicendo che «oltre al percorso di accoglienza e integrazione che sta facendo l'Italia, c'è un percorso internazionale che deve riguardare tutta l'Unione europea, che dunque dev'essere portato avanti non da un unico Paese ma da tutta la comunità, rafforzando gli accordi con i Paesi d'origine». Quando il ministro ha lasciato Capo Rizzuto, tra gli applausi e le proteste, alcuni immigrati si sono gettati a terra cercando di fermare il corteo, subito ripreso quando le forze dell'ordine li ha fatti spostare. Le parole della Kyenge hanno riattizzato la polemica ormai quotidiana con la Lega. «Il ministro si è finalmente accorta che l'immigrazione clandestina è un problema di tutta l'Europa. Meglio tardi che mai» è stato il commento sarcastico del presidente del Veneto, Luca Zaia. Ma Kyenge sembra non voler più replicare alle provocazioni leghiste e davanti ai crotonesi e al primo cittadino ha promesso: «La mia visita in Calabria, ed a Crotone, ha questo scopo. Non vi lasceremo soli. Sono con voi». (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA