L'uomo del ghiaccio e la vecchia drogheria

Mio figlio, per la sua nuova casa, ha appena acquistato un frigorifero di quelli colorati stile anni '50. Il vederlo mi ha fatto ricordare quando ero bambina e nella nostra famiglia avevamo la ghiacciaia dove si conservava il cibo nella stagione calda. Allora giornalmente passava "l'uomo del ghiaccio" che lo vendeva a blocchi di forma quadrata, almeno così lo comprava la mamma. La spesa, per ovvi motivi, si faceva giornalmente acquistando il necessario che sarebbe servito a sfamare la famiglia. Quando non andavo a scuola accompagnavo spesso la mamma nei negozi. Il venerdì era giorno di pesce per cui ci recavamo in piazza Cavagneria al mercato ittico. Ricordo che in corrispondenza delle colonne del porticato sostavano donne con grosse ceste colme di rane pronte per essere vendute. Allora non c'era il supermercato, almeno io non ne ho ricordo, per cui giornalmente ci si recava dal macellaio, dal fruttivendolo, dal droghiere... Il nostro droghiere di quartiere ere in via Defendente Sacchi, i proprietari erano fratello e sorella e servivano in negozio muniti di camice nero. Le pareti erano occupate da grossi scaffali pieni di cassetti e di scomparti dove venivano custoditi fagioli secchi, lenticchie caffe, zucchero che venivano venduti sfusi e confezionati con destrezza accartocciando con le dita la carta d'involucro a formare una specie di cartoccio. Del panettiere invece mi sembra di sentire ancora il profumo del pane appena sfornato che già a distanza potevi percepire. Più tardi comprammo anche noi il nostro frigo anni '50 e in seguito altri ancora più moderni e all'avanguardia. Adesso in piazza Cavagneria le donne che vendono le rane non ci sono più (forse non si trovano neanche più le rane) come non esiste più il mercato del pesce. Ora facciamo la spesa nei supermercati e i piccoli negozi di quartiere sono stati in gran parte chiusi. Di drogherie io non no ho più viste e le panetterie mi sembra che non sappiano più di quel bel profumo di pane di quando ero bambina. Sarà un'impressione? Maria Teresa Calvi