Motta, tutto il paese dà l'addio a Paola e Luigi
di Linda Lucini wMOTTA VISCONTI L'anziana zia non ce la fa. Le hanno portato una sedia fuori dalla chiesa per cercare di non farla stancare. E' arrivata da Milano, ma non vuole sedersi. Dice: «Paola era troppo depressa», poi guarda l'arrivo delle due bare ricoperte di rose e lilium continuando a ripetere tra le lacrime: «Che roba terribile». I nipoti le sono accanto, anche loro con gli occhi umidi. «Eccola la mia Paola. Noi eravamo il suo sostegno», dice in lacrime la cugina Pinuccia tenuta per mano dal giovane Paolo. I tanti che sono arrivati nel piazzale davanti alla chiesa sono ammutoliti di fronte a tanto dolore. Tra i molti si riconoscono i volontari della Croce azzurra che si sono presentati all'addio della loro amica Paola con lo stendardo e il tesserino appuntato sul petto. «I tuoi cari», c'è scritto su entrambe le bare. E i loro cari sono tutti lì. In chiesa le sedie non bastano per tutti. Qualcuno segue la funzione dal portone aperto. «Solo Dio ci conosce nell'intimo – tuona il parroco dal pulpito - Capisco tutti coloro che in questi giorni si sono detti "avrei dovuto fare di più, avrei dovuto capire Paola e Luigi", ma ricordatevi che solo Dio sa cosa c'è nel segreto di ognuno di noi. Solo Lui sa le nostre altezze e le nostre miserie, ci ha fatti fragili, ma ci ama come ha amato Paola e Luigi ed è pronto ad abbracciarli». Parole di misericordia per la 55enne Paola che, in preda alla disperazione, ha sedato il padre 88enne e l'ha accoltellato prima di togliersi la vita impiccandosi al balcone di casa. «Una tragedia che non riusciamo a capire – dicono gli amici arrivati in chiesa – Paola era una bomba, non stava mai ferma. Suo padre poi era un bersagliere». «Portava mio figlio ad Abbiategrasso – sdice una 50enne – Alla Croce Azzurra non si risparmiava. Paola era una persona di spirito, non me lo sarei mai aspettato». «L'ho vista insieme a suo padre al supermercato una settimana fa - racconta una conoscente – Avrei detto di tutto, ma non che fosse depressa. Chissà cosa è scattato nella sua testa per arrivare ad una fine simile». Ai tanti che a Motta continuano a chiedersi il perchè della tragedia avvenuta invia Adua il parroco ammonisce: «Non giudicate. A che serve dare giudizi o fare mille interpretazioni? Tutti siamo colpiti dal dolore, ma possiamo sostenerci con l'amore di Dio e per gli altri. Meno parole e più vicinanza. Meno giudizi e più mani tese. Non cambieremo il mondo, ma forse daremo un filo di speranza a chi sente di averne davvero poca».«Ciao Paola, ciao Luigi», dice con la voce rotta Giampiero Garrè della Croce Azzurra dopo aver letto dal pulpito la preghiera del volontario poco prima che le due bare in legno chiaro escano dalla chiesa. Se ne vanno tra le lacrime della gente di Motta, l'uno al fianco dell'altra, così come lo sono stati nella vita. Vanno verso il cimitero del paese. Lì c'è la tomba di mamma Santina, riposeranno per sempre accanto a lei.