Mirabello, i negozi chiudono e il «paese» diventa dormitorio
di Maria GraziaPiccaluga wPAVIA Al posto del salumiere ora c'è un barbiere. Il macellaio ha abbassato la saracinesca già da qualche anno. Il lattaio si è arreso nel 2011. Ed è rimasta solo una panetteria su via Mirabello. Chiusa per ferie fino al 27. «Noi abbiamo riaperto oggi – dicono Giorgio e Cinzia Maggi, padre e figlia, fruttivendoli dal 1967 –. La scorsa settimana qui era il deserto. E anche tra un paio d'ore, verso mezzogiorno, sarà il Far West». Clienti con il contagocce. Nella nuova area residenziale di via Gianani, protesa verso le campagne, si sono stabilite coppie giovani e famiglie. Lavorano altrove, tornano la sera. «Qui rimangono gli anziani, a cui ancora piace scambiare due chiacchiere e avere un rapporto umano con chi sta in negozio – spiega Cinzia Maggi –. Non tutti hanno la possibilità di spostarsi per raggiungere il supermercato». L'A&O; è in via Olevano, già alla Scala, una rotonda e si scavalla il ponte della tangenziale. «Qualcuno ci va in bus, qui passa l'1 – dice Bice che passeggia sulla ciclabile sorreggendosi a un girello –. Ma per me è troppo faticoso. Per cinquant'anni siamo andati alla latteria Fraschini, si poteva comprare di tutto. Ma ha chiuso anche quella». E' rimasta la tenda parasole, ma le due vetrine, affacciate sul castello di Mirabello, adesso sono schermate da due lunghe tende di seta. La latteria è diventata una casa. «Siamo stati aperti un secolo, tra la mia famiglia e i nostri predecessori – dice Rachele Fraschini, tenendo in braccio la nipotina –. Un paio di anni fa abbiamo ceduto la licenza a un supermercato. Io sono stanca, ora faccio la nonna». Un'alternativa ci sarebbe, in piazza Rampoldi. Ma anche "Domenico", che gestisce l'unica posteria, è chiuso per ferie. Per un mese, come la farmacia sua dirimpettaia. Lavora sempre invece il Kebab accanto all'ufficio postale. «Io riempio il congelatore di pane e mi gestisco le scorte» ammette Paola. «Mirabello è sempre stato come un paese, vivo qui dall'86 – dice Angelo Campolunghi, 73 anni – Ci si conosceva tutti per nome fino a un po' di tempo fa. Adesso, con le nuove aree residenziali si sta trasformando in un quartiere dormitorio. Il portalettere spesso chiede a noi indicazioni per i nuovi indirizzi». Mariangela Ferrari, 29 anni, ha aguzzato l'ingegno. Tre anni fa ha aperto un'edicola un po' speciale (il chiosco, ha cessato l'attività). "Favole a Merenda" è edicola ma anche libreria per bambini e organizza laboratori e doposcuola. «Al pomeriggio cerchiamo di diventare un luogo di aggregazione per i più piccoli – spiega con entusiasmo – Nel 2012 abbiamo organizzato anche incontri per i genitori. Vengono dal quartiere ma anche da San Genesio. Abbiamo parlato di dislessia, un problema più diffuso di quanto si possa pensare. Con il passaparola stiamo aggregando persone».