Migranti: sbarchi, proteste e fughe
di Natalia Andreani wROMA Non si ferma l'ondata di sbarchi verso le coste siciliane. Altri 400 profughi sono approdati in nottata in due riprese, mentre un terzo barcone con 150 migranti intercettato al largo di Lampedusa è stato soccorso dalle motovedette della Guardia costiera e da una nave della Marina militare. Il gruppo più consistente di 336 migranti, tra i quali 64 donne e un neonato, è stato messo in salvo al largo di Porto Empedocle (Agrigento) da militari della Guardia costiera e della Guardia di Finanza. Trasportati a terra i naufraghi sono stati trasferiti nella tensostruttura della Protezione civile da dove, qualche ora più tardi, sono scappati in duecento. Il secondo sbarco è avvenuto invece sulle coste siracusane, nei pressi della spiaggia di Ognina: 110 persone - tra le quali 26 donne, 43 uomini e 26 minori in gran parte di nazionalità siriana a pakistana - una cinquantina di uomini, che hanno dichiarato di essere siriani, sono stati rintracciati a bordo di un peschereccio dalla Capitaneria di porto dopo una segnalazione e fermati non appena scesi a terra. Un terzo barcone è stato infine intercettato dalla nave Foscari della Marina militare a circa 50 miglia da Lampedusa. A bordo circa 150 migranti in precarie condizioni. Nella zona, in aiuto alle motovedette italiane, è stato dirottato anche un mercantile. L'intensificarsi degli sbarchi ha reso ancora più dura la vita dei migranti rinchiusi nei centri di identificazione ed espulsione in attesa di rimpatrio. E anche ieri, dopo i disordini scoppiati nei giorni scorsi nel Cie di Crotone, ci sono state manifestazioni e proteste. C'è stato anche un tentativo di fuga dal Cie di Gradisca di Isonzo, in provincia di Gorizia, durante il quale sei migranti - approfittando del cambio turno - sono riusciti a evadere e far perdere le loro tracce. Altri 14 uomini sono stati invece ripresi dalle forze dell'ordine. Secondo le informazioni diffuse dalla questura i fuggitivi (tre tunisini, due marocchini e un siriano) sono pregiudicati ed erano ospiti del centro da alcune settimane: tutti hanno alle spalle condanne per spaccio di sostanze stupefacenti, furto, rapina e ricettazione. Una situazione sin troppo frequente, ha denunciato proprio ieri il segretario dell'Associazione dei funzionari di polizia; Enzo Marco Letizia. «Per ridurre le rivolte nei Cie è assolutamente necessario evitare che gli scarcerati vi facciano ingresso. Si tratta di soggetti che hanno già dimostrato la loro pericolosità sociale» ha detto Letizia invitando i ministeri dell'Interno, della Giustizia e degli Esteri a «trovare la soluzione, anche normativa, affinché si possano avviare le procedure di espulsione per l'extracomunitario irregolare il giorno stesso del suo ingresso in carcere». Ma la situazione di sovraffollamento riguarda anche i centri di accoglienza per i richiedenti asilo. Ad esempio il Cara di Isola Capo Rizzuto dove nei giorni scorsi era morto un uomo e dove ieri alcune decine di migranti hanno organizzato un blocco del traffico sulla statale 106. In visita ai centri della Calabria, il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge è tornata ieri a insistere sulla necessità di «aprire con il Viminale, che si occupa di queste situazioni, un fronte di discussione. Isola Capo Rizzuto non deve essere visto come un caso locale, ma nazionale», ha detto il ministro Kyenge. «L'obiettivo è costruire un mondo dove nessuno deve sentirsi escluso perché la terra non ci appartiene, ma è di tutti», ha detto il ministro giungendo a Riace, centro della Locride dove da anni è in atto una politica di accoglienza che ha visto l'inserimento degli immigrati giunti sulle coste calabresi nella vita del paese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA