Ripresina trainata dal settore meccanico

di Denis Artioli wVIGEVANO Ripresa economica in vista? Appare la fine del tunnel della crisi? I rappresentanti del Governo lo stanno affermando da giorni. «Io per ora non vedo segnali concreti, ma è quello che tutti speriamo – sottolinea Anna Colombo, responsabile della Camera del lavoro di Vigevano – La risposta, almeno per quel che riguarda la nostra area, arriverà alla prima settimana di settembre, al momento della riapertura delle imprese. Nel primo semestre del 2013 hanno chiuso talmente tante aziende e si sono persi talmente tanti posti di lavoro che adesso tutti vorremmo aspettare qualcos'altro». Sicuramente, sottolinea la sindacalista, un dato positivo c'è: «Sono arrivati i soldi della cassa integrazione in deroga e questo serve a tamponare diverse situazioni: bisogna vedere quanto sono in grado di reggere ancora le imprese entrate in difficoltà». A Vigevano, la produzione di scarpe di qualità, almeno nell'industria, tiene: «Alcuni calzaturifici hanno lavorato anche nella settimana di Ferragosto – sottolinea Anna Colombo – ed è positivo. Ma il settore calzaturiero qui è in controtendenza, e tiene, come il meccano-calzaturiero, grazie alle esportazioni. Nell'edilizia, invece, la situazione è molto difficile ovunque. Si potrà parlare di ripresa quando cominceremo a vedere che vengono riassunti i lavoratori che hanno perso il posto, quando i dipendenti rientreranno dalla cassa integrazione e quando i giovani inizieranno a trovare un'occupazione». Tra l'altro, sottolinea la sindacalista della Cgil, «non si può più contare molto sulla valvola di sfogo del commercio che, negli anni scorsi, ha assorbito tanti lavoratori usciti dall'industria e dall'artigianato. Ma, anche nel commercio, molte persone vengono impiegate a orario ridotto, magari due ore al mattino e due ore la sera, con un reddito basso e incerto. Sicuramente il settore edile è il più colpito e trascina con sé tutto l'indotto dell'artigianato». Stefano Bellati, presidente di Confartigianato Lomellina (1.400 aziende associate) dice: «Purtroppo, finora, non vedo segnali di ripresa e non mancano i timori per l'occupazione, anche se un dato positivo c'è: il fatturato delle aziende nostre associate, nel secondo trimestre del 2013, è praticamente uguale al trimestre precedente». Le cifre presentate da Bellati dicono che il fatturato complessivo delle imprese lomelline di Confartigianato segna (alla fine di giugno) un + 0,2%. Entrando nel dettaglio di alcuni comparti, i fatturati si presentano così: -10% (calzature e accessori per calzature) «ma stiamo parlando di piccole aziende – dice Bellati – e di un settore soggetto a fattori stagionali»; + 8% nel settore meccanico (piccole officine meccano-calzaturiere); + 2% nell'edilizia «ma questo è un dato da prendere davvero con le pinze – afferma Bellati – perché la situazione nell'edilizia è grave, quindi basta che un artigiano costruisca una villetta per vedere un segnale positivo. Ma i bilanci sull'edilizia vanno fatti di anno in anno»; + 2% nel settore "benessere", vale a dire estetiste e parrucchieri, spiega Bellati: «Questo è un settore che non ci ha mai dato problemi» spiega il presidente di Confartigianato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA