«Facciamo fatica a crederci ci mancherà quel tuo sorriso»
PAVIA Un ragazzo d'oro. E' così che gli amici descrivono Mattia Ottobri, il camionista di 26 anni che ha perso la vita nel tragico incidente di Giussago. Tutti lo chiamavano Tia. Gli piaceva uscire, divertirsi ma sopra ogni cosa amava andare in moto. La Ducati Monster era il suo gioiello, la mostrava con orgoglio e faceva sempre qualche ritocco per andare più forte. Mattia era anche uno sportivo, Stefano Zucchi l'ha conosciuto così sette anni fa: «Frequentavamo insieme il corso di ju jitsu, ha sempre tenuto al fisico e adesso si teneva in allenamento andando in palestra». Nella vita, nel lavoro e nello sport si distingueva per la sua determinazione, la tenacia che aveva nel portare a termine i suoi progetti. Veronica Lacerenza era una sua amica e lo ricorda come un ragazzo positivo, molto educato. «Faccio ancora fatica a crederci – spiega – mi hanno chiamata ieri notte, conoscevo un ragazzo dell'ambulanza che l'ha portato via ed ho subito capito che era successo qualcosa di molto grave». Giandomenico Krevera l'aveva conosciuto nei locali, un altro suo modo di divertirsi nel week end. Nei mesi invernali li trascorreva al Viscosa mentre nel periodo estivo lo si poteva trovare al SoleLuna oppure da Camillo a Sommo «Mattia era un gran lavoratore e una persona di cuore – racconta Giandomenico – Era un guerriero che ora non è più tra noi. Mattia, ora che puoi, dai gas alla tua moto». Sul sito della Provincia Pavese in tanti ricordano Mattia. Andrea Martinotti: «Prima la moto, poi la casa, mi dicevi tutte le volte che ci vedevamo rimproverandomi di non averla ancora usata questanno. Non ho parole...le più semplici forse». Roberta Salerno: «Sono senza parole, ci stavo parlando ieri sera. Mi spiace da morire». Il ricordo di Chicca Sollami: «Mi mancherai tantissimo, mi manchi già...quante serate passate insieme, gli appunti scambiati agli esami preparati insieme...ti voglio bene ricciolino!». Annalisa Gallea: «Un abbraccio Tia...riposa in pace!Sentite condoglianze alla famiglia». Federico Pinto: «Senza parole, ciao Mattia». Marysa Riga: «non ci credo e non voglio crederci!I pomeriggi passati in maneggio,vederti sul mio kompressor con la sella inglese..eri troppo bello sorridevi come un ragazzino! Non ti dimenticherò mai,rimarrai sempre quel ragazzo che sapeva far sorridere chi ti stava intorno!». Il ricordo di Stefano Zucchi: «Questo non è un addio, ma un arrivederci..Un giorno ci riuniremo tutti lassù con te. Andrea Borè «Ciao Tia, sarai sempre nei nostri cuori!» (Si.Lor:)