La coop che dà lavoro dopo il carcere

VIGEVANO Si chiama "Sharing", ovvero "condivisione" in inglese, ed è il nome della cooperativa sociale mista nata da una costola dell'associazione vigevanese "Vivere con Lentezza", che si occupa tra le altre cose della riabilitazione dei detenuti. «È statisticamente provato che un ex carcerato che è riuscito nel suo processo riabilitativo ha solo il 30% di probabilità di ritornare a una vita di crimine, a differenza dell'80% di un altro che è stato lasciato a se stesso – spiega Bruno Contigiani, presidente dell'associazione – ma non parlerei di emergenza, piuttosto di un modo per risparmiare costi alla collettività e dare lavoro». Obiettivo è quello di fornire gli strumenti adatti al reinserimento nella vita quotidiana non solo a carcerati e altre fasce svantaggiate come handicappati e tossicodipendenti, ma anche a disoccupati. Sharing si prefigge di raggiungere questo obiettivo attraverso un doppio binario: una serie di laboratori formativi, principalmente di artigianato artistico (legatoria) e di attività quali ufficio stampa, e un filo diretto con le aziende in cerca di manodopera tramite alcuni fra gli stessi soci più intraprendenti. «Vogliamo spingere i nostri soci a diventare tutori a loro volta, a fondare le loro piccole imprese e allungare la catena solidale – racconta la presidentessa di Sharing, Muna Guarino – riguardo alla forma della cooperativa, è solo perché garantisce una maggior tutela giuridica rispetto a una onlus». Federico Tiraboschi