Cimitero, esaurito lo spazio per le tombe
VOGHERA «La terra a pagamento», come viene definito il tratto di cimitero che dall'ingresso principale arriva fino alla chiesa, è terminata. Si tratta del primo campo con tombe trentennali collocate nella terra: per legge dopo 30 anni vengono riesumate. Il problema è soprattutto di stabilità del suolo. «Vista la friabilità del terreno quelle tumulazioni non si fanno più», spiega l'assessore alla sicurezza, Giuseppe Carbone. Se l'area nella prima parte di cimitero è satura, nel campo comune che si trova dopo la chiesa c'è spazio. Mentre se si passa nella parte di cimitero ovest, verso strada Folciona, è già stata costruita una cappella. «Dopo una verifica geologica – continua l'assessore – nella zona verso strada Folciona ci sono 4 campi che possono contenere fino a 800 tombe». Questa nuova area potrà dunque essere utilizzata per le tumulazioni a terra: il costo si aggira sui 900 euro escluso il monumento. «Nel nostro cimitero ci sono bronzi e marmi con monumenti che sono ornamentali – dice Carbone – è la parte più bella con cappelle pregiate». Proprio dalla nuova ala ovest che sorgerà, partirà un vialetto che congiungerà il nuovo lotto all'ingresso. «A settembre partiranno i lavori – spiega l'assessore -, mi auguro che siano pronti per i giorni dedicati ai defunti». «Nel camposanto si scopre sempre qualche problema strutturale e di manutenzione», commenta il consigliere d'opposizione di M5S Antonio Marfi, che ricorda come due anni fa fu votato il piano cimiteriale. «Il piano in sé era discreto, eravamo perplessi su quello spicchio che in realtà nel primo progetto non doveva essere toccato, ma doveva fungere da giardino. Scegliere di ampliare quell'ala per le tumulazioni a terra è un errore, secondo me quella zona doveva essere tenuta a verde», aggiunge Marfi. Il capogruppo del Pd, Roberto Gallotti: «Dipende molto da quanto stabilisce il piano cimiteriale: se si fanno altre scelte rispetto a quanto predisposto dal piano, che è costato una cifra importante, non mi sembra una cosa giusta. Staremo a vedere». Marco Quaglini