«Discarica piccola e non ci sarà amianto in fibre»

di Anna Ghezzi wPAVIA Tornato il progetto di discarica di cemento amianto alla ex Cava Villa il 10 agosto scorso, ritornano le polemiche, e i botta e risposta tra la ditta proponente, la Risorse Future srl, e i comitati di cittadini e agricoltori preoccupati degli effetti che la nuova discarica avrebbe sulle loro vite e la salute di un territorio che sente anche l'autostrada Broni-Mortara incombere come una spada di Damocle. Risorse Future risponde alle critiche dei comitati: «Non si può dire che il progetto è lo stesso – spiega Sergio Testa, responsabile della progettazione –. Abbiamo ridotto la volumetria a 430.000 metri cubi utili di rifiuti anzichè gli originari 800 mila, abbiamo ridotto l'altezza rispetto al primo progetto e abbiamo dedicato una parte della discarica ai rifiuti provenienti da Broni ma compatibili con la tipologia della discarica e quindi non amianto friabile». A dire il vero la riduzione della capacità a 550mila metri cubi era stata già decisa a maggio dell'anno scorso, dopo due anni di dibattito, anche per tagliare fuori dal progetto l'area di San Martino e dunque il Parco del Ticino. La superficie della discarica si era ridotta allora da 70mila metri quadri a 36mila, il materiale da cavare da 460mila metri cubi a 241mila e i metri cubi di rifiuti da stoccare da 800mila a 550mila. Ora si parla di 430mila perché «al netto delle coperture». Negli uffici comunali è finito il progetto, che aveva subito uno stop "politico" durante il cambio della guardia al Pirellone, con le integrazioni chieste dalla Regione che, tra le altre cose, chiedeva che la discarica limitasse l'accoglienza all'amianto della Lombardia. Risorse future ha ribadito che i rifiuti di questo tipo possono arrivare da tutta Italia ma, ribadisce Testa, «Abbiamo messo a disposizione il 50% della volumetria agli operatori pubblici locali compresa la bonifica di Broni». Secondo le linee guida approvate dalla Provincia eventuali discariche potranno servire solo per i 360mila metri cubi di amianto presenti in provincia. A settembre i sindaci di Cava e dei Comuni limitrofi si riuniranno per valutare il progetto per poi affrontare la conferenza dei servizi in Regione.