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vigevano La Curia romana e quella ducale nPerbacco! Mi pare proprio azzeccata (nel commento di Orario La Rocca uscito in questa pagina il 12 agosto) la definizione sulla esistenza in Vaticano del "Partito del Gattopardo", un partito che ha radici profonde e, purtroppo, molte adesioni e non solo nella Chiesa. Infatti, chi ha una posizione sociale ed economica alta, stabile e magari invidiata fa il possibile per mantenere tale status. Accettando anche dei compromessi. Il problema, semmai, è il limite di tolleranza morale e civica: un confine ideale che non si deve oltrepassare. O, meglio, non si dovrebbe. Ma "Se il fine giustifica i mezzi" o "Se Parigi val bene una Messa" allora la musica cambia. E qui mi limiterei ad alcune (non pie) considerazioni in riferimento alle cose di Chiesa. Anche se un discorso analogo deve valere per la pubblica amministrazione, per la sanità, per la scuola. I Cardinali (qualcuno forse si sarà già pentito) e la Provvidenza ci hanno dato un Papa speciale. In cinque mesi Papa Francesco ha spalancato le porte e le finestre dei Sacri Palazzi ed è entrata aria frizzante, fresca, da primavera. E Dio solo sa quanto ne avessimo bisogno. E, forse proprio per questo, pare che il vento nuovo abbia già fatto venire il torcicollo a diversi cardinali, monsignori e preti in carriera abituati alle conventicole, alle cordate, ai privilegi. E, di certo, il "partito del gattopardo" che alligna (da sempre) in Vaticano ha preso le contromisure: sta serrando i ranghi, cerca di farsi notare e nello stesso tempo di defilarsi. Mi pare di sentirli: "Santità, sì! Anche noi avevamo pensato la stessa cosa. Santità, no! Anche noi volevamo cambiare". Papa Francesco è buono ma non ingenuo: ecco allora la Commissione di "saggi" (certo non all'italiana) che entro ottobre farà con il Papa una scaletta dei temi e dei problemi, evidenziando priorità, metodologie idonea e le persone giuste. Anche nella Diocesi di Vigevano si sta vivendo una situazione analoga. Un anno fa ci furono le dimissioni impreviste del vescovo mons. Di Mauro. E per un anno la diocesi lomellina è stata retta "ad interim" dal Cardinal Tettamanzi, che ha svolto il proprio ministero con impegno, umanità e serenità. Per la verità ha anche fatto molte nomine, attribuibili ovviamente più al Vicario Generale (don Zanotti) che non al Cardinale o ai rappresentanti del Clero, mai consultato. Ma da alcune settimane è stato nominato il nuovo Vescovo, mons. Gervasoni, della diocesi di Bergamo, che probabilmente arriverà a Vigevano ai primi di ottobre. Ed il locale "partito del gattopardo" si è già mosso alla grande. Le solite truppe cammellate (romane e vigevanesi) che frequentano assiduamente i luoghi del potere ecclesiastico locale (curia, seminario) si sono già recate a rendere "omaggio" al neo-vescovo. E dubito che nella locale Curia, prima di decidere in ordine all'ingresso del Vescovo, vengano riuniti e ascoltati i rappresentanti del Clero. Qui a Vigevano le gesta di Papa Francesco non sono ancora giunte e lo stile ecclesiale del nuovo Vaticano non è ancora all'ordine del giorno. don Francesco Cervio parroco di Albonese PROTESTA L'Allea di Pavia: così bella, così sporca nNon per polemica, ma per amore di estetica! Abbiamo il viale più bello della città, l'Allea: alberato, con panchine, bel fresco, abbastanza lungo, per una bella passeggiata nel centro storico, consentita a tutti, soprattutto agli anziani. In momenti così difficili, anche economicamente, non tutti hanno la possibilità di una vacanza al mare, o in montagna. Ecco allora una bellissima passeggiata, nel viale più bello, e non costa nulla!C'è però un importante problema: la sporcizia. Nelle due fiancate c'è di tutto! Un invito al sindaco, prima che magari la puliscano: venga a fare una bella passeggiata, "vedere per credere"! Visto e sentito i commenti, i mogugni, di molti cittadini, mi sono preso l'impegno, e il coraggio, di farlo sapere alla Provincia Pavese. Un grazie doveroso da tutti i cittadini. Armando Massara politica Tagliare i consiglieri è antidemocratico nLa diminuzione del numero dei consiglieri comunali - contestualmente, quindi, liste con meno componenti - sarà già attuata alle prossime elezioni del 2014. Lo ritengo un sistema antidemocratico: si sarebbe potuto dimezzare la parte dirigente, cioè le giunte (assessori), ma non i consiglieri che percepiscono solo un gettone di presenza. Non sarà così, purtoppo, e questo "accorciamento" coatto porterà per forza di cose alla creazione di nuove liste, in piccoli paesi dove al massimo sono sempre state due. Militare in una lista o avere l'iniziativa di crearla non deve portare un giudizio negativo nei confronti di candidati concorrenti, ma anzi andrebbe elogiato il gesto civico che ognuno di noi dimostra per il bene del proprio paese. L'appoggio dei partiti deve avvenire successivamente, in base ai programmi. Negativo è anche "timbrare" di destra o di sinistra un candidato che sente il dovere di operare per il suo comune. Un plauso dunque a tutti questi candidati. Sergio Barbieri tasse I disperati e i privilegiati nUsando una similititudine di forte impatto, quando un corpo in decomposizione perde la vitalità che gli era propria e manifesta patologie che le insufficienti autodifese dell'organismo non riecono più a contenere, oltre a manifestare escrescenze pigmentose di cui si costella il corpo cerca di rivitalizzare le residue energie. Mutatis mutandis, è l'esatta rappresentazione metaforica della situazione economico-sociale del nostro paese. Dove il corpo sociale, sotto la spinta dell'anelata sopravvivenza, espulsi gli incoercibili umori patologici politici e le intollerabili escrescenze umane, rappresentate dalle note figure che hanno governato e nuociuto, fa appello e tutte le rimanenti forze per la sua sopravvivenza. Da qui il lento sgretolarsi delle baronie politiche e l'altrettanto lento ricomponimento di forze, un tempo reciprocamente ostili, per fare corpo unico ("larghe intese") contro l'avanzare dell'insidioso e letale comune pericolo e l'ostracizzazione dei capi manipolo, che, per fortunose combinazioni, hanno avuto l'immeritato incarico e il corrispondente demerito di piegare in ginocchio, in perenne accattonaggio, sia l'Italia che il povero contribuente italiano. Da cui nasce l'origine dei quotidiani suicidi e il calzante termine di "evasione di sopravvivenza" entrato nella quotidianità e nel diritto. Tant'è che un tribunale del nord ha ultimamente assolto un imprenditore fallito che ha "distratto" le somme destinate all'erario per pagare gli operai. Chi parla di unità d'Italia, per presunto spirito patrio, per presunto nazionalismo, per presunto senso di solidarietà o per altro benevolo motivo,sbaglia. I titolari di privilegi hanno fatto casta, tant'è che più di un giudice si è fatto carico di affrontare l'impopolarità respingendo le richieste di riduzione delle alte prebende dei papaveri di Stato, come delle pensioni d'oro, appellandosi ora al dettato costituzionale, ora ai "diritti quesiti". In buona sostanza si sono opposti all'irretroattività della logica e del buonsenso sulla base del ritornello di una nota canzone napoletana: "Chi ha avuto ha avuto, scurdammece o passato ecc." E tu, misero Carneade in bolletta, procurati la corda e rassegnati al tuo destino. avv. Carlo Dell'Acqua DIALETTO La rifurma d'la giustissia nRifurma d'la giüstissia La questiòn ad Mediasèt m'ha lassà un pò intardèt... Un quesit, sensa malissia: ma parchè la noss giüstissia l'è di volt svèlta mè un fülmin e di àltar riva al cülmin sulament dopu di ànn? Fända anca tanti dànn che al Stàt pö g'ha d'pagà a la Eur Cumünità. La dürada di prucèss püssè cürt la deva vèss e l'inchiesta riservà, ma di volt è capità c'han difüs sensa rispèt qual ca deva stà in cassèt. Ma se vün al fà 'l Pm al pö no, da lèmme-lèmme, fa al giüdic: i funsiòn devan vess, ma par-da-bon, separà. Se no, altriment, a s'cunfondan i dü event. E par ültim, cun rispet sensa fà tant al bület: quai ca sbaglià g'han da pagà, citadin o magistrà. Um vutà un referendum: fum pö no di àltr'addendum... La giüstissia, par vess giüsta e no sùl 'na roba früsta, l'ha da vess par tüti ugual! Altrimenti la s'fà màl... Keyr sanità Grazie alla Maugeri per le cure palliative nDesideriamo esprimere la nostra riconoscenza al dott. Danilo Miotti e a tutto il personale sanitario medico e non medico dell'Unità Operativa di Cure Palliative e Terapia del Dolore della Fondazione Maugeri di Pavia (via Boezio), per la premurosa assistenza fornita a nostra madre Anna Milella durante il recente ricovero, conclusosi con il decesso a causa del male incurabile che la affliggeva da tempo. Le capacità professionali e le doti umane messe in campo dallo staff sanitario dell'Unità Operativa hanno reso sereno e indolore il trapasso di nostra madre, alleviando anche il nostro dolore per il grave lutto. Danilo e Tiziana Mazzacane